Elezioni FIGC, Malagò: “Non parlerò mai male di Galliani, ma io voglio portare innovazione nel calcio”

Malagò durante un evento a Latina, le parole riportate dall'Ansa: "Cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all'interno del calcio che penso di conoscere bene"

Elezioni FIGC, Malagò: “Non parlerò mai male di Galliani, ma io voglio portare innovazione nel calcio”

Milano 22/02/2013 - presentazione di 'Il mondo di Candido. Un anno di iniziative della Fondazione Cannavo' per lo sport' / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Giovanni Malago'-Adriano Galliani

Giovanni Malagò, attuale commisario straordinario della FIGC, è tornato a parlare sulla situazione della Federazione.

Malagò: “Se fossimo andati al voto in quella Giunta ne saremmo usciti sconfitti”

Il dirigente, esattamente sul palco di ‘Nexus-Visioni e strategie sviluppo del territorio’ a Latina, ha rilasciato queste dichiarazioni riportate dall’Ansa:

“Ho portato la candidatura perché mi sembrava doveroso dopo essere stato eletto il 22 giugno con una maggioranza importante e le tante vicende che sono successe tra pantouflage, tesseramento e dopo aver difeso l’autonomia del calcio”.

Malagò alla presentazione di mancini

Su Galliani: 

“Non posso che rispettarlo e stimarlo, quello che ci differenzia non è un tema anagrafico, non mi sentirete mai spendere parole non positive su di lui. Sicuramente è molto focalizzato sul mondo del calcio, io cerco di portare innovazioni e coraggio che vengono anche da altri mondi all’interno del calcio che penso di conoscere bene”.

Sul commissariamento della FIGC:

“Se fossimo andati al voto in quella Giunta ne saremmo usciti tutti sconfitti. Quella è stata una soluzione che non so dirvi se la migliore, ma sicuramente la meno peggio”.

Sulla mancata candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024:

“Non mi brucia, ma è come se avessi una ferita che si è cicatrizzata.  Fu una scelta scellerata che portò a dei disastri a chi l’ha presa in termini politico-elettrorali, però dopo sei mesi ci ritrovammo a occuparci di Milano Cortina.  Latina fu fortemente penalizzata da quella decisione. Avremmo vinto e avremmo coinvolto questa zona come abbiamo fatto con tanti territori per Milano”.