Spalletti e Allegri nella gestione delle crisi: Luciano dà il peggio di sé, Max con calma cerca soluzioni

Spalletti straparla, vede fantasmi a ogni angolo, non mantiene la lucidità dei grandi leader politici. Allegri invece sì, nonostante il forte vento mediatico contrario

Spalletti e Allegri nella gestione delle crisi: Luciano dà il peggio di sé, Max con calma cerca soluzioni

Juventus coach Luciano Spalletti hugs Milan coach Massimiliano Allegri during the Serie A football match number 34 between Milan and Juventus at the Stadio Giuseppe Meazza in Milan, Lombardy, Italy, on April 26, 2026. (Photo by Matteo Bottanelli/NurPhoto) (Photo by Matteo Bottanelli / NurPhoto via AFP)

Chi riveste un incarico di governo, come quello di presidente del consiglio, mette in conto che prima o poi arriveranno le difficoltà. Che la congiuntura economica o il contesto internazionale possano mettere in crisi la sua leadership e il suo esecutivo. Lo spread, per dire, è stato ed è l’incubo di chi è stato a Palazzo Chigi, come del resto lo sono le proteste, le piazze che ribollono, o le guerre.

Razionalmente i capi di governo dovrebbero prevenire le eventuali criticità o al più correre ai ripari, intervenire per rimediare, studiare il modo di uscire dalla crisi. Inventarsi, ad esempio, un decreto o una misura che abbia due sbocchi: aiutare la popolazione e fare uscire dall’impasse l’esecutivo. Anche gli allenatori di calcio, ormai diventati leader politici per i super poteri che detengono, attraversano momenti di difficoltà. È fisiologico. Una sconfitta o una serie non positiva impongono al tecnico di turno di cambiare qualcosa, di mutare la comunicazione, di battere i pugni con i giocatori.

spalletti Juventus

Spalletti, Allegri e la gestione della crisi

Su questo fronte, scusateci l’ossessione, c’è una differenza sostanziale tra Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri. Il tecnico di Certaldo, lo stiamo vedendo in queste settimane, dà il peggio di sé quando è in difficoltà. Straparla, vede fantasmi a ogni angolo, cambia continuamente formazione, attacca i giocatori che sbagliano, non mantiene la lucidità dei grandi leader politici.

Diverso è il caso di Max Allegri. Demonizzato da un pezzo di stampa italiana e da alcuni intellò del pensiero dominante del calcio, Allegri incassa, surfa nelle criticità, e quasi quasi sembra esaltarsi. A confermarlo la postura tenuta nella famosa inchiesta sulle plusvalenze del suo secondo governo alla Juventus quando ogni tre giorni toglievano dei punti a Madama. Oppure pensando a questo primo scorcio di esperienza al Napoli, si è ritrovato a dover affrontare una moltitudine di infortuni, un mercato inesistente e un’onda populistica contraria che continua ad essere dominante nella città partenopea. Non sono mancate le sfuriate, ma la lucidità è rimasta intatta.