Reichart, il volto della Superlega, va a lavorare per Florentino: la Superlega non è morta, si è trasferita al Bernabéu?
Il direttore di As racconta la Superlega come un'iniziativa che ha costretto la Uefa a "un riequilibrio di potere". E il tedesco ora risponderà direttamente a José Ángel Sánchez.

Real Madrid's President Florentino Perez delivers a speech duirng traditional year-end holiday gathering of journalists and other guests at the Santiago Bernabeu stadium in Madrid on December 15, 2025. (Photo by Thomas COEX / AFP)
Reichart al Real Madrid: l’uomo che per quattro anni ha girato l’Europa a spiegare la Superlega adesso lavorerà per Florentino Pérez. Lo ha scritto As con un pezzo firmato dal direttore, José Félix Díaz. Bernd Reichart, amministratore delegato di A22, la società che doveva realizzare la Superlega, diventa il responsabile dell’area commerciale del club. È un ruolo vacante da tempo, e Reichart risponderà direttamente al direttore generale José Ángel Sánchez.
Cosa farà Reichart al Real Madrid
Nel suo nuovo ruolo, scrive As, avrà il controllo di tre settori:
“Lo stadio, le sponsorizzazioni e il merchandising saranno alcune delle aree che passeranno sotto il controllo del tedesco, persona chiave nel progetto Superlega”.
Il curriculum è quello di un uomo di diritti e televisioni. Ha lavorato nel marketing sportivo con Sportfive, poi ad Antena 3 (oggi Atresmedia) in Spagna, poi alla guida di Rtl Deutschland. Nell’ottobre 2022 è arrivato ad A22, ed era stato lui a presentare la nuova versione della Superlega dopo il fallimento del 2021.
La pace con la Uefa
As dà alla notizia un significato preciso. A febbraio Real Madrid, Uefa ed European Football Clubs hanno firmato un accordo di principio, e la Superlega è stata accantonata. Secondo il giornale, l’arrivo di Reichart è il segnale che l’accordo definitivo è vicino:
“Questo ingresso lascia intravedere che l’accordo globale e definitivo di pace per il calcio europeo è imminente: uno dei suoi principali protagonisti si fa da parte per dedicarsi allo sviluppo del business del club”.
Il passaggio più interessante, però, è quello in cui il direttore di As racconta cosa è stata la Superlega. Non un fallimento, ma un’iniziativa che “è riuscita a far riconoscere ai tribunali l’abuso di posizione dominante della Uefa e ha imposto un riequilibrio di potere tra i club e l’organismo europeo”.
Chi ha vinto
A febbraio quasi tutti hanno scritto che la Superlega era ufficialmente morta e che Florentino si era arreso. Noi avevamo scritto che la resa del Real Madrid era in realtà una trattativa con la Uefa. Il Real aveva in mano le sentenze, e una causa da 4 miliardi di risarcimento da usare al tavolo.
L’assunzione di Reichart va nella stessa direzione. Florentino non chiude la Superlega, se la porta in casa: l’uomo che ne ha disegnato il modello di business ora gestirà il Bernabéu, gli sponsor e le maglie del club più ricco del mondo. La competizione alternativa forse non si giocherà mai. Le sue idee su diritti, ricavi e potere dei club, invece, hanno trovato un posto in cui continuare. Come scriveva So Foot, la Superlega è un virus che cambia forma ma di cui non ci si libera.