Issa Doumbia, il rimpianto del Napoli che ora è il pupillo di Mancini
Il nome di Issa Doumbia, per il Napoli, ha un sapore amaro: era finito a lungo nel mirino degli osservatori azzurri prima di volare allo Sporting Lisbona. Oggi è una delle sorprese della Nazionale di Mancini, e per il club resta il grande rimpianto dell'ultimo mercato.

Mg Roma 25/09/2026 - Nations League / Italia-Belgio / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Issa Doumbia
Issa Doumbia è il grande rimpianto di mercato del Napoli. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il centrocampista classe 2003 è stato radiografato per mesi dagli osservatori azzurri, prima che lo Sporting Lisbona lo portasse via dal Venezia. La sua convocazione in Nazionale ha sorpreso molti tifosi — costretti quasi a cercare informazioni su di lui — ma non chi lo seguiva da tempo: a Castel Volturno il suo nome era ben noto.
Issa Doumbia, perché il Napoli lo rimpiange
La parabola è di quelle rapide. Protagonista in Serie B nella cavalcata promozione del Venezia, Doumbia ha fatto un salto di qualità netto, fino a guadagnarsi la chiamata degli azzurri. Nel frattempo, però, lo Sporting Lisbona ha deciso di anticipare tutti: secondo la Gazzetta avrebbe versato al Venezia circa 20 milioni di euro, più altri 3 di bonus, chiudendo l’operazione prima che il Napoli affondasse il colpo. Una pista, ormai, che appartiene al passato: non ha più senso voltarsi indietro, semmai indagare su cosa offra il resto d’Europa.
Il rammarico è doppio perché il centrocampo è proprio il reparto su cui il club sta ragionando in vista di gennaio, come abbiamo raccontato parlando del mercato di gennaio già condiviso tra De Laurentiis, Allegri e Manna, e con le prime valutazioni anche in uscita: da tempo si parla di come Anguissa possa lasciare Napoli proprio a gennaio. Perdere in estate un profilo giovane e già pronto, per una ventina di milioni, brucia doppiamente.
Il “pupillo di Mancini” e il metodo dello scouting
La storia di Doumbia, però, dice anche altro: che il talento, oggi, va intercettato prima e in fretta. La sua ascesa lampo — dalla Serie B alla Nazionale nel giro di pochi mesi — ricorda un altro caso azzurro recente, quello di Kayode, uno dei tanti talenti che il calcio italiano ignorava e che è servito Mancini a lanciare. Non a caso il ct sta pescando a piene mani tra i giovani: lo si è visto nell’ultima Turchia-Italia, con i fratelli Esposito titolari e l’esordio di Kayode.
Per il Napoli il messaggio è chiaro: chi individua per primo i giovani giusti fa la differenza, e stavolta l’occasione è sfumata sul più bello. Resta la consapevolezza di aver visto giusto — Doumbia era davvero un obiettivo concreto — e la necessità, per gennaio, di trasformare il lavoro degli osservatori in un colpo vero. Perché il prossimo “pupillo di Mancini”, questa volta, sarebbe meglio vederlo in maglia azzurra.