Non solo i club, adesso anche i calciatori vogliono soldi dal Manchester City: rivogliono i bonus per i titoli persi
Sky Sports News: giocatori e agenti si sono rivolti ad avvocati per i premi mancati, tra scudetti e qualificazioni europee sfumate. E potrebbero muoversi anche gli ex allenatori.

Manchester 25/11/2025 - Champions League / Manchester City-Bayer Leverkusen / foto Imago/Image Sport nella foto: Erling Haaland ONLY ITALY
Il fronte legale contro il Manchester City si allarga. Dopo i club, ora a chiedere un risarcimento potrebbero essere anche i calciatori. Lo rivela in esclusiva Sky Sports News: giocatori della Premier League e i loro procuratori si sono rivolti a studi legali per valutare una causa contro il club per i bonus mai incassati.
Il ragionamento è semplice. Se il City ha vinto titoli o si è qualificato in Europa violando le regole, chi è arrivato dietro avrebbe perso i premi legati a quei risultati: un campionato sfumato, una qualificazione in Champions mancata. Il periodo contestato va dal 2009 al 2018.
Manchester City, il risarcimento chiesto dai calciatori
Scrive Sky Sports:
“Non sono solo i club ad avere motivi per fare causa. Sky Sports News ha appreso che alcuni calciatori hanno contattato degli avvocati per possibili richieste di risarcimento. Si tratterebbe di bonus mancati, per non aver vinto un titolo o non essersi qualificati per una competizione europea”.
E non finisce qui. Un esperto legale ha spiegato all’emittente che anche gli ex allenatori potrebbero avere i requisiti per agire: chi ha perso un trofeo o l’Europa potrebbe sostenere di aver perso anche gli incentivi economici previsti dal contratto.
Arsenal, Liverpool, United e Tottenham pronti alla causa
I club, del resto, si sono mossi da tempo. Spiega Kaveh Solhekol, inviato di Sky Sports News:
“È una situazione molto complessa. Se il Manchester City perde il ricorso e viene sanzionato, mi aspetto che altri club intraprendano azioni legali”.
Arsenal, Tottenham, Liverpool e Manchester United si erano riservati già due anni fa il diritto di fare causa al City in caso di condanna, e ora hanno affidato ad alcuni dei migliori avvocati del Regno Unito l’analisi delle opzioni. Nessuna denuncia, però, è stata ancora presentata: tutto dipende dall’esito del ricorso. Ogni club deciderà per conto suo, e peserà molto l’entità della sanzione.
Il ricorso entro venerdì
La commissione indipendente ha ritenuto il City colpevole di oltre cento capi d’accusa e, nelle motivazioni, sostiene che il club avrebbe nascosto 900 milioni di sterline con sponsorizzazioni fittizie. Il City respinge ogni accusa e presenterà ricorso entro venerdì.
E i tempi potrebbero allungarsi. Le nuove regole della Premier prevedono che l’appello si chiuda in dodici settimane, con un’udienza di massimo cinque giorni. Ma secondo Sky gli avvocati del City potrebbero sostenere che quelle regole, introdotte quest’anno, non valgono per un caso aperto nel 2023: in quel caso si andrebbe al 2027. A guidare la difesa c’è Lord Pannick, che secondo Sky costa 5mila sterline l’ora.
Sulla vicenda pesano altri nodi: il presidente Khaldoon Al Mubarak gode dell’immunità diplomatica, mentre The Athletic ha spiegato perché stavolta sembra difficile ottenere l’annullamento del verdetto come nel 2020. Il caso, del resto, non è solo un problema inglese.