Caos City: il presidente Mubarak gode di immunità diplomatica, e Etihad vuole chiedere i danni alla Premier League

Il Financial Times ricostruisce altri due tasselli di uno scandalo di proporzioni enormi, con risvolti diplomatici e finanziari che fanno tremare il governo britannico

Caos City: il presidente Mubarak gode di immunità diplomatica, e Etihad vuole chiedere i danni alla Premier League

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola and Manchester City Emirati chairman Khaldoon al-Mubarak react following the presentation ceremony following the English Premier League football match between Manchester City and West Ham United at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on May 19, 2024. Manchester City created English football history on Sunday, beating West Ham 3-1 to win an unprecedented fourth straight Premier League title. (Photo by Oli SCARFF / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /

Mentre Guardiola prende infine posizione (scomoda, scomodissima, ma non può far altro) dalla parte di chi l’ha pagato per un decennio, la stampa inglese assetata di sangue aveva già virato verso il vertice dello scandalo City: il proprietario, lo sceicco Mansour bin Zayed al-Nahyan, ma anche il presidente, Khaldoon al-Mubarak. Quest’ultimo deve affrontare lo scandalo sportivo, ma a quanto scrive il Financial Times, può stare tranquillo dal punto di vista della giustizia ordinaria. Perché gode di immunità diplomatica.

Il Presidente è al sicuro

Ad al-Mubarak, di nazionalità emiratina, è stata concessa l’immunità diplomatica sei anni fa. “Una decisione – scrive il FT – che potrebbe complicare eventuali azioni legali derivanti dagli accertamenti secondo cui il club di Premier League avrebbe gonfiato artificiosamente i propri conti per oltre 900 milioni di sterline. Khaldoon al-Mubarak, alto funzionario di Abu Dhabi e presidente del City dal 2008, è stato inserito nell’elenco ufficiale dei diplomatici riconosciuti dal Regno Unito nel 2020. Tale status conferisce automaticamente l’immunità da qualsiasi indagine penale e, nella maggior parte dei casi, protegge l’interessato da procedimenti civili sul territorio britannico”.

Guardiola guardiolismo, manchester city

Al di là dei risvolti sportivi, la frode se confermata “potrebbe aprire la strada a ulteriori procedimenti legali, prospettiva che desta preoccupazione all’interno del club”, scrive ancora il Financial Times. “Secondo avvocati non coinvolti nel caso, sussiste inoltre la possibilità di indagini penali da parte del Serious Fraud Office, della polizia o di altri enti competenti. Non vi è alcuna ipotesi di illecito personale a carico di Mubarak, che è uno dei consiglieri più fidati del presidente degli Emirati Arabi Uniti nonché amministratore delegato di Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi”.

“Un alto funzionario del governo britannico ha dichiarato che sarebbe “molto strano” se una persona nella posizione di Mubarak non godesse dello status diplomatico, dato che dal 2006 presiede l’Executive Affairs Authority di Abu Dhabi, l’equivalente del Cabinet Office del Regno Unito. “È il responsabile diplomatico per i dossier relativi al Regno Unito e alla Cina… oltre a essere il principale referente per l’amministrazione statunitense”, ha affermato la fonte. Secondo alcuni legali, l’immunità diplomatica di Mubarak potrebbe complicare eventuali azioni legali successive contro il club, poiché essa protegge in larga misura l’individuo da cause civili o incriminazioni penali nel Paese in cui opera come rappresentante ufficiale. Qualora il Serious Fraud Office (SFO) dovesse avviare un procedimento penale, dovrebbe basarsi sulle leggi in materia di frode vigenti all’epoca dei presunti illeciti; tali norme impongono all’accusa di dimostrare la complicità della “mente direttiva” (ovvero dei vertici decisionali) dell’ente societario. Nick Vamos, ex responsabile delle estradizioni presso il Crown Prosecution Service, ha spiegato che, oltre a godere di piena tutela contro l’azione penale, Mubarak “beneficerebbe anche dell’immunità dalle azioni civili connesse alle sue ‘funzioni ufficiali'”. Ha inoltre aggiunto che “potrebbe sorgere un dibattito sul fatto se le attività in questione rientrassero in tali funzioni o fossero questioni di natura puramente privata”.

Manchester City

In ballo ci sono 30 miliardi di sterline di investimenti di Stato

Martedì, l’amministratore delegato del club, Ferran Soriano, ha dichiarato: “L’intero caso mosso dalla Premier League contro di noi si fonda su un’unica accusa falsa: che il denaro personale dei proprietari sia stato immesso nel club in modo occulto attraverso alcuni sponsor di Abu Dhabi. Tutto ciò non corrisponde a verità. Alla commissione della Premier League sono state fornite prove inconfutabili che dimostrano come una cosa del genere non potesse accadere e, di fatto, non sia mai avvenuta”. Mubarak, che assiste regolarmente alle partite del City, ha dichiarato nel fine settimana: “Sebbene alcuni si siano affrettati a trarre le proprie conclusioni e vi sia molto clamore attorno a noi, nulla è cambiato. Abbiamo già affrontato sfide insieme in passato e ne siamo usciti vincitori. Sono ancora in molti a voler minare lo slancio del nostro club. Non daremo loro questa opportunità”. Le persone incluse nella lista diplomatica godono in gran parte dell’immunità dalle azioni legali in sede civile. In un caso giudiziario di riferimento svoltosi nei tribunali inglesi nel 2016, l’ex primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim Bin Jaber Al Thani (noto come HBJ), riuscì a far valere in un procedimento distinto l’impossibilità di essere citato in giudizio in Inghilterra proprio in virtù della sua immunità diplomatica”.

Ci sono interessi enormi, in ballo. Regno Unito ed Emirati Arabi Uniti nel 2021 hanno avviato una partnership che vede Mubadala nel ruolo di investitore principale, con impegni di investimenti degli Emirati nel Regno Unito per un valore di 30 miliardi di sterline, sotto la supervisione di Mubadala.

Non è finita: Etihad Airways vuole denunciare al Premier

E’ un bubbone talmente ramificato che si fa fatica ad intercettarne le ramificazioni, da un lato e dall’altro della barricata. Sempre il Financial Times scrive infatti che Etihad Airways, principale sponsor del Manchester City, ha minacciato azioni legali contro la Premier League. “La compagnia aerea con sede ad Abu Dhabi ha dichiarato mercoledì di “respingere categoricamente qualsiasi constatazione, conclusione o implicazione che suggerisca un coinvolgimento della compagnia in accordi commerciali impropri”. Ha inoltre espresso “profonda preoccupazione” per la comunicazione della Premier League sulla vicenda, ritenendola portatrice di “implicazioni dannose” per la compagnia, nonostante il nome dell’azienda non compaia nella versione oscurata del rapporto della commissione. La compagnia aerea ha affermato che “si rivolgerà a consulenti legali per valutare le opzioni e i ricorsi disponibili a tutela dei propri interessi”.

La compagnia aerea è uno sponsor chiave di diversi altri club appartenenti al City Football Group, la società madre del Manchester City, tra cui il New York City FC e la squadra spagnola del Girona. Il successo del City in campo ha offerto alla compagnia aerea, operativa dal 2003, un trampolino di lancio per raggiungere milioni di potenziali clienti in tutto il mondo. L’anno scorso ha trasportato 22,4 milioni di passeggeri, in aumento rispetto ai 18,5 milioni dell’anno precedente. “Etihad è estremamente orgogliosa del suo rapporto di lunga data con il Manchester City”, ha dichiarato mercoledì la compagnia. “Siamo al fianco del club, dei suoi tifosi e della nostra più ampia comunità Etihad mentre il Manchester City contesta le conclusioni della commissione attraverso le procedure a sua disposizione”.