Malagò contro Galliani spacca la Serie A e anche il Napolista – PODCAST

Gallo sta con Malagò, "un estraneo all'establishment del calcio italiano". Falci con Galliani, che conosce il calcio come pochi. E De Laurentiis teme le trame di palazzo.

Malagò contro Galliani spacca la Serie A e anche il Napolista – PODCAST

Ar Venezia 12/05/2025 - campionato di calcio serie A / Venezia-Monza / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Adriano Galliani

Malagò o Galliani? La sfida per la presidenza della Federcalcio è il tema della seconda puntata di Il calcio nudo, il podcast del Napolista di Massimiliano Gallo e Giuseppe Alberto Falci. E questa volta anche loro sono divisi.

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Malagò e Galliani, la sfida per la Federcalcio

Le candidature vanno presentate entro il 4 novembre, si vota il 14 dicembre. Malagò oggi è commissario, dopo il pasticcio del tesseramento. E una parte della Serie A, con Marotta in testa, vorrebbe sostituirlo con Galliani, che per candidarsi ha dovuto tesserarsi per una società legata all’Inter. Gallo sta con Malagò, Falci con Galliani.

Perché Gallo sta con Malagò

Malagò non è un rivoluzionario, spiega Gallo, ma è un estraneo al potere che governa il calcio italiano da anni: “Cioè è un estraneo a Gravina, a Marotta, a tutto il potentato che ha tenuto in piedi il calcio italiano per anni”. Con i risultati che conosciamo: l’Italia non va ai Mondiali dai tempi di Prandelli.

In pochi mesi, dice Gallo, Malagò ha detto no a Maldini, “ci ha salvati da Pirlo” e ha preferito Mancini a Conte, che invece piaceva ai club. Soprattutto si è mosso in autonomia: “Certo non è uno che prima di prendere una decisione chiama Marotta per chiedergli che cosa fare”.

Sono tutti e due legati alla poltrona, ammette. Ma Malagò, che ha 67 anni contro gli 82 di Galliani, ha una postura più nobile, mentre “Galliani sembra la ricerca disperata di uno scranno per continuare a detenere una carica”. Resta però, riconosce, “forse il più grande dirigente italiano di calcio negli ultimi 25 anni”.

Perché Falci sta con Galliani

Falci sceglie Galliani per tre motivi. Il primo: conosce il calcio italiano come pochi e ha guidato il Milan che ha dominato il mondo. Il secondo viene dalla scuola di Berlusconi: Galliani “si sa fare concavo quando ha davanti un interlocutore convesso e viceversa”. Il terzo è politico: con una maggioranza di centrodestra, è uno che non viene subìto dal sistema.

E poi c’è il lato che lo diverte di più. È un duello tra due uomini di sistema e tra Roma e Milano, in cui i ruoli si ribaltano: Malagò viene dalla galassia di Gianni Agnelli ma è figlio del Giannilettismo, mentre Galliani, che era il braccio destro di Berlusconi, oggi è il meno berlusconiano dei due. “Gianni Letta sta con Malagò e Galliani fa un po’ il rottamatore del Giannilettismo”.

Falci ricorda anche che tra aprile e giugno Galliani si era schierato con Malagò, e che dalla scuola gallianiana sono usciti dirigenti come Marotta e Carnevali. A 82 anni, con il mandato da senatore di Forza Italia che scade fra qualche mese, la Federcalcio gli darebbe “una terza, quarta vita”. Per Gallo, a questo punto, Galliani “è persino favorito, però mai dare per morto Malagò”.