Malagò, i giuristi della Figc smontano il commissariamento: il tesseramento non è essenziale e l’elezione “non può essere ribaltata”
Cassese, Mattarella e gli altri giuristi della Figc: il mancato tesseramento non è una "grave violazione" e l'elezione di Malagò "non può essere ribaltata". Martedì decide il Coni.

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
I cinque giuristi a cui si è rivolto Giovanni Malagò sono tutti dalla sua parte. L’Ansa ha visionato i pareri chiesti dal presidente della Figc in vista di martedì, quando la Giunta del Coni dovrà pronunciarsi sul possibile commissariamento della Federcalcio.
I nomi li avevamo anticipati: Sabino Cassese, Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica, Antonio Nuzzo, Saverio Ruperto e Pietro Sirena. A tutti sono state poste due domande. Il tesseramento è un requisito essenziale per candidarsi? E se manca, è una “grave violazione” che giustifica il commissariamento? La risposta è no in entrambi i casi.
Malagò e il commissariamento: “Nessuna grave violazione”
Per Cassese conta di più l’accredito di una delle componenti come requisito per candidarsi, mentre il tesseramento è piuttosto una questione burocratica. Nei pareri di Ruperto, Nuzzo e Mattarella c’è poi un no netto al commissariamento: il mancato tesseramento non è considerato una “grave violazione” dello Statuto.
Ruperto va oltre: l’elezione di Malagò “non può essere ribaltata”. Il regolamento dà sette giorni per contestare una candidatura, e contro quella di Malagò si era opposto solo Renato Miele, con un ricorso dichiarato inammissibile, e non “altri legittimati”. Una contestazione del Coni, quindi:
“Potrebbe tradursi in iniziative di altro tipo, ma non avrebbe alcun effetto su una nomina divenuta oramai inattaccabile”.
I giuristi del Coni dicono il contrario
Di segno opposto i pareri dei giuristi chiamati dal Coni, cioè Scoca, Medugno, Coccia e Angeletti. Per loro il tesseramento è un “requisito essenziale” per candidarsi e l’elezione di chi non è tesserato è “invalida”. Come avevamo scritto, nessuno di loro parla però di commissariamento.
La decisione spetta alla Giunta del Coni, o in seconda battuta al Consiglio Nazionale. Poi potrebbero esserci ricorsi al Collegio di Garanzia del Coni, al Tar e al Consiglio di Stato. Nel frattempo oggi Malagò chiede la fiducia alla Serie A, che finora è rimasta in silenzio. E sullo sfondo c’è anche la minaccia dell’Uefa, che toglierà gli Europei all’Italia se si insedia un commissario politico.