L’assordante silenzio della Serie A su Malagò. Siamo tra il pilatesco e il connivente
Se l’è cavata con una frase striminzita del presidente Simonelli. Nulla in confronto al terremoto politico in atto. L’unico che lo ha difeso è stato De Laurentiis. Ricordiamo le durissime accuse di Carnevali (molto vicino a Marotta) dopo la nomina di Mancini

Mg Milano 02/09/2026 - Gran Gala’ del Calcio Aic 2026 / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Ezio Simonelli-Luciano Buonfiglio
Silenzio assordante è l’ossimoro che si utilizza in questi casi. Ed è assordante – al netto di una dichiarazione striminzita del presidente Simonelli – il silenzio della Lega Serie A su tutto quel che sta avvenendo attorno alla Federcalcio e alla poltrona di Giovanni Malagò. È più un silenzio pilatesco o connivente?
Il Governo (nella persona di Abodi ma non solo) e il Coni stanno provando a far fuori Malagò attraverso il golpe del cavillo. Il mancato tesseramento al momento della sua elezione sta diventando un caso di Stato: Governo e Coni stanno apparecchiando un film in cinemascope che nei loro piani dovrebbe condurre al commissariamento della Federazione. Si deciderà martedì tra Giunta e Consiglio Coni. È in atto una battaglia senza esclusione di colpi, come stiamo leggendo in questi giorni. Il presidente del Coni Buonfiglio le sta provando tutte. Vorrebbero anche impedire a Diana Bianchedi di esercitare il proprio diritto di voto.

La Serie A ha partorito la frase striminzita del residente Simonelli (moooolto poco)
Ma non è di questo che vogliamo parlare. Vogliamo parlare dell’atteggiamento della Lega Serie A che quest’estate ha sostenuto l’elezione di Malagò e che invece adesso non ha preso una posizione ufficiale. Agli atti registriamo una dichiarazioncina ina ina del presidente Simonelli: “È una domanda quasi superflua. La Lega Serie A ha individuato in Malagò la prima persona per risollevare il calcio italiano. Diciannove club su venti lo hanno votato e poi si sono aggiunte altre componenti. Coerentemente con questo, la Lega è sempre al fianco di Malagò”. E basta. Nessun comunicato. Nessuna intervista sui giornali. O in tv. Pochino, per non dire nulla visto quel che sta accadendo. Quando vogliono, la Lega Serie A e i presidenti hanno ben altri mezzi e modalità per far sentire la propria voce.
Aurelio De Laurentiis, ad esempio, è stato molto più chiaro. L’unica voce che si è levata in difesa del numero uno della Federcalcio, è stata la sua: “Guardate l’odissea che sta vivendo Malagò l’unico capace di mettere sui binari corretti il calcio italiano, lo ha dimostrato nella sua vita. Non va bene, dobbiamo trovare in ogni modo la possibilità di farlo cadere perché qualcuno vuole prendere il suo posto. Questo non va bene. Politicizzare il calcio. Io dico scusa. Metti il denaro sul tavolo per sostenere il calcio, cosa che non fa. Perché il ministro Giorgetti e il ministro Abodi hanno sempre creato problemi al calcio italiano. Sempre”.

Carnevali stroncò Malagò per la nomina di Mancini
Per il resto, sono tutti in un cantuccio ad attendere che cosa accadrà, o a sperare che vincano Buonfiglio e Abodi. Non è chiaro. Marotta zitto. Cairo zitto, anche se la Gazzetta (va riconosciuto) sta facendo sentire con forza la propria voce sull’assurdità di quel che sta accadendo. Tutti zitti. I Percassi zitti. Del resto non è un mistero che la Lega Serie A non ha gradito l’autonomia politica di Malagò. Avrebbero, ad esempio, voluto Conte commissario tecnico della Nazionale. A questo proposito ricordiamo pochi mesi fa le dichiarazioni al vetriolo di Giovanni Carnevali (ad della Juventus e soprattutto molto vicino a Marotta) nei confronti di Malagò per la nomina di Mancini alla guida della Nazionale:
“Secondo me Malagò poteva muoversi meglio. Io penso che sia un grande presidente, un gran personaggio di sport. Come Serie A abbiamo chiesto di costruire una federazione come una società di calcio con un ds e un dt. Bisogna cercare di ripartire dalle basi, dai ragazzi giovani e dagli educatori, con un progetto sportivo. Mi dispiace anche per Pirlo, è stato attaccato in un modo molto forte per scelte magari anche sbagliate, ma sarebbe stato giusto pensarci prima. Noi come Serie A ci eravamo proposti a fare un investimento per trovare tecnici con qualità. Mi piacevano le proposte di Maldini e Leonardo, non bisogna inserire gli amici ma persone che sono capaci”.
Per Carnevali – mooooolto vicino a Marotta – Mancini non era capace. Chissà cosa ne pensa adesso. Intanto aspettiamo prima di martedì una presa di posizione chiara della Lega Serie A in difesa di Malagò.