La Fiorentina si sta facendo lo stadio coi soldi del Comune (a Napoli fischiano le orecchie a qualcuno?)
Il Comune ha investito 200 milioni di fondi del Pnrr per ammodernare il Franchi. I soldi sono finiti. Qui entra la Fiorentina che ne metterà 101 in cambio di una concessione di sessant'anni a canone zero

Ar Venezia 11/09/2026 - campionato di calcio serie A / Venezia-Fiorentina / foto Andrea Rigano/Image Sport nella foto: Giuseppe Commisso
Fare i privati coi soldi degli altri: si potrebbe addolcire così una famosissima frase di Stefano Ricucci, balzato agli onori delle cronache nel 2003 per aver tentato la scalata al Corriere della Sera. Addolcire nella forma, ma non nella sostanza, perché l’accordo che si profila tra il Comune di Firenze e la Fiorentina per il completamento della ristrutturazione dello stadio Franchi proprio questo sembra: un grazioso regalo alla società viola.
La Fiorentina con 101 milioni metterà a patrimonio uno stadio da 300 milioni
Vediamo perché: dunque, il Comune ha investito 200 milioni di fondi del Pnrr per ammodernare il Franchi. Fondi che però si sono rivelati insufficienti: a tal fine, interverrà la Fiorentina che, sempre che l’accordo vada in porto, investirebbe 101 milioni. Per avere cosa? La concessione dello stadio per 60 anni a canone zero. Un po’ come diventarne proprietaria: e poi, fra 60 anni, non ci sarà più nessuno degli attuali protagonisti. Dunque, con 101 milioni, i viola mettono a patrimonio e a reddito uno stadio nuovo, costato 301 milioni. Mentre il Comune ne ha investiti 200 per restare con un pugno di mosche. Ma le cose vanno fatte per bene per celare la sostanza: c’erano tre scenari – dice la sindaca Funaro – sottoposti al vaglio del Politecnico di Milano, ed è stato scelto il migliore: ah beh, chissà gli altri.

Non è tutto: evviva evviva, in questi 60 anni, la Fiorentina si accollerà sia la manutenzione ordinaria che quella straordinaria. Della serie, il minimo sindacale spacciato per conquista comunale: cioè, la società viola diventa di fatto proprietaria e non avrebbe dovuto pagare nemmeno la manutenzione? Però costerà tanto, fa sapere il Comune: 70 milioni quella straordinaria e 130 quella ordinaria. Evidentemente, gliel’ha detto il mago di Arcella in una seduta spiritica. Sì, perché i costi di manutenzione dello stadio costruito da Nervi nel 1931 non possono essere certo una base per il calcolo di quelli di uno stadio nuovo.
Con l’impianto di proprietà il valore del club si quadruplica
Però, stop alle malignità: il Comune avrà una fetta degli extra ricavi ottenuti dalla Fiorentina. Extra ormai è un termine di moda – ricordate gli extra profitti? – che però poi non ha nessun riscontro nella realtà: inoltre, da che livello i ricavi saranno considerati extra? E quale percentuale otterrà il Comune? Mago di Arcella buonanima, ci illumini. Finita qui? Niente affatto: avere la concessione dello stadio vuol dire proiettare una società di calcio nel futuro: spazi commerciali, bar e ristoranti, concerti e tutto ciò che si può escogitare per racimolare quattrini. Ma, soprattutto, ne
accresce la valutazione: di solito si utilizzano i multipli degli utili. Le società di calcio sono molto spesso in rosso e allora si ricorre a quelli sul fatturato: in caso di possesso dello stadio, il multiplo è almeno 4, che sale fino a 7 per gli squadroni europei. La Fiorentina di questi anni si collocherebbe presumibilmente al limite inferiore: ossia, un fatturato di 200 milioni – livello registrato negli ultimi due bilanci – vorrebbe dire un valore di 800 milioni. Mica male, per i proprietari.