Allegri: “Non è da Napoli ridurre la stagione alla partita con la Juventus, non va bene ridursi a questo”
In conferenza: "La Juventus non è affatto morta come la dipingono. Non c'è nessuna nuova filosofia di gioco. Rrahmani e Anguissa? Vediamo oggi come stanno"

Massimiliano Allegri, head coach of SSC Napoli, watches the Serie A match between SSC Napoli and AS Roma in Napoli, Italy, on October 24, 2026. (Photo by Gabriele Maricchiolo/NurPhoto) (Photo by Gabriele Maricchiolo / NurPhoto via AFP)
Max Allegri, tecnico del Napoli, terrà la conferenza stampa alle 12:30 per presentare la sfida di campionato contro la Juventus. Il match è in programma domani sera alle 20:45.
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“Ho passato dieci anni alla Juventus, il 50% della mia carriera in Serie A, È inutile ricordare, ho ancora miglio che vive a atOrino. Scontro diretto tra due squadre che sono indietro in classifica”.
I progressi visti dopo Monza. Qual è la nuova filosofia di Allegri?
“Non c’è una nuova filosofia, nelle ultime partite abbiamo segnato parecchi gol ma non scordiamoci che abbiamo concesso anche parecchio. Alcune situazioni di partita vanno migliorate. Bisogna occupare meglio tutto il campo. La gestione della palla va fatta in odo migliore, con più lucidità e poi quando non hai la palla tra i piedi”.
Quali miglioramenti si aspetta?
“Tutti i giorni lavoriamo per migliorare. Vinta una bella partita a Monza, ci hanno creato difficoltà. Sul 2-1 c’è stata una bellissima parata di Milinkovic. Non è stata semplice la partita. Bisogna stare zitti e lavorare, bisogna stare sempre zitti a prescindere ma in questo momento di più perché siamo indietro in classifica. Dobbiamo sistemare la classifica e domani non sarà facile contro una squadra allestita per le prime quattro posizioni. Troveremo una squadra ferita, arrabbiata, ci vorrà molto agonismo, molta tecnica. Troveremo una squadra molto diversa da come la stanno dipingendo”
Rrahmani e Anguissa
“Rrahmani ha avuto questa influenza, ieri ha fatto allenamento. Oggi vediamo come sta. Perché poi abbiamo partita mercoledì. Se sta abbastanza bene, gioca. Sennò gioca uno tra Marianucci e Beukema. Anguissa ha questo stato di virus influenzale che ogni tanto ne ammazza uno. Vediamo se sta bene o no. Ieri stava meglio”.
Hojlund.
“Sempre fatto buone partite, ha avuto occasioni importanti non finalizzate. L’altro giorno bellissimo gol e buona partita”.
Negli scontri diretti ottime gare ma manca la vittoria.
“È difficile dire cosa ci manca. Nei momenti della partita la fase difensiva come contro la Roma e a Milano. Circostanze in cui potevamo far meglio. Dobbiamo lavorare nelle due fasi e nella gestione della palla soprattutto quando siamo in vantaggio”.
L’importanza di questa partita per i tifosi del Napoli.
“Sì, l’ho avvertito. Quando giro in città, li capisco. Per una società, una squadra come il Napoli che è quindici anni che lotta per i primi quattro posti, credo che sia riduttivo ridurre a una partita. L’obiettivo del Napoli è arrivare in fondo: ossia arrivare nelle prime quattro e non sarà facile, passare il turno di Champions e rimanere dentro la coppa Italia. Allora sì che il Napoli potrà dire di aver fatto una buona stagione. Accontentarsi di vincere uno scontro diretto, credo non si sia fatto passo in avanti. La società e i tifosi ridotti a questo non va bene”.
Criteri di scelta del regista dopo l’infortunio di Lobotka.
“Lobotka è un giocatore importante. Nella sfortuna, abbiamo avuto fortuna, dovrebbe tornare in campo in sei settimane. Fortunatamente il piede non era poggiato in terra. Sennò era a rischio calcistico. Dopo la sosta recupererò Neres, Spinazzola, Favasuli, Alisson è indietro. Ci saranno partite che giocheremo con soli due mediani. Vedremo.”
È un’insidia far pensare che la Juventus sia alle corde?
“Han dato tutti la Juventus come morta. La Juventus difficilmente muore. È una squadra forte, ha un allenatore molto bravo. In questi momenti di difficoltà le squadre si compattano. Sarà una partita molto difficile”.
Si segnano molti gol, da che dipende?
“Non dipende solo da una cosa. Credo che ci siano diverse componenti. Più minuti di gioco effettivo comportano più momenti di stanchezza. Siamo all’inizio e i punti contano ma sono curioso di vedere a marzo quando i punti sono più pesanti per scudetto, Champions e non retrocedere. Poi c’è anche differenza nel modo di giocare, caratteristiche dei giocatori”.