“Gattuso come Eriksson: giorni di riposo e confronto con i calciatori” (Il Messaggero)
"C’è un gruppo, che ha trovato nella coesione e nella fiducia reciproca una forma di superiorità. E c’è un allenatore che sta rielaborando, a colpi di campo, il giudizio di un Paese che lo aveva ripudiato dopo la Bosnia, i playoff, il naufragio azzurro".

Cm Torino 18/10/2026 - campionato di calcio serie A / Juventus-Lazio / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Gennaro Gattuso
La Lazio fa sognare. I biancocelesti sono primi in classifica con l’Inter e la mente non può non andare al 2020, l’ultimo anno in cui la Lazio ha vissuto giornate da capolista. Era la squadra di Simone Inzaghi e lottava con la Juve di Sarri. Poi la pandemia fermò il campionato ed il sogno scudetto dei biancocelesti; alla ripresa, con una gara ogni tre giorni, venne fuori la profondità della rosa bianconera.
Se Simone Inzaghi ha ammesso di vedere analogie con la Lazio che allenò lui, sembra un altro il paragone, forse più calzante come ricorda il Messaggero.
“Ma ci sono anche delle confessioni pubbliche di Ringhio che ci spingono a paragonare la Lazio di oggi a quella dello scudetto del 2000, soprattutto dal punto di vista della gestione. Gattuso come Eriksson nel modo di porsi davanti ai suoi giocatori? Ebbene sì, ora ne abbiamo la certezza, perché Rino ha rivelato una filosofia che apparteneva anche a Sven“.
Il riferimento è alla modalità di lavoro intrapresa a Formello, come spiegato dallo stesso tecnico; due giorni di lavoro quasi aggressivo ed una giornata di riposo.
“Una scelta condivisa, proprio come faceva Eriksson che rispetto a Gattuso giocava quasi ogni tre giorni tra coppe e campionato. Spesso, dunque, lo svedese rientrava dalle trasferte e concedeva un giorno di riposo, consapevole che staccare la spina sarebbe stato utile per una ripartenza migliore. Ma non solo: Rino, come faceva Sven, affronta con i suoi giocatori anche eventuali problemi personali, cercando il confronto e mai lo scontro. E in questo lo svedese era un maestro“.
Lazio, numeri da scudetto: miglior difesa della A e due gol di media realizzati”

La Lazio, peraltro, anche nei numeri ricorda quella di Eriksson. Otto giornate senza perdere, sette vittorie ed un pareggio proprio come quella formazione ricca di campioni che a fine stagione vinse lo scudetto.
Scrive il Messaggero: “Undici marcatori, Taylor ultimo cerimoniere di una liturgia collettiva. Nessun bomber vero, Noslin spremuto e Pinamonti fuori uso. Eppure si segna: almeno due gol di media nelle ultime sei gare. La Lazio attacca con la spregiudicatezza degli affamati e difende con il rigore dei penitenti: appena cinque reti incassate, miglior retroguardia della Serie A, seconda in Europa solo al Borussia Dortmund. C’è un gruppo, che ha trovato nella coesione e nella fiducia reciproca una forma di superiorità. E c’è un allenatore che sta rielaborando, a colpi di campo, il giudizio di un Paese che lo aveva ripudiato dopo la Bosnia, i playoff, il naufragio azzurro“.