Gattuso: “Non mollo mai, sono nato settimino. Gli errori commessi mi hanno reso l’allenatore che sono”

A Sky Sport: "Ho fatto scelte azzardate, ma sticazzi. La Nazionale è una ferita che avrò finché vivrò. Mi diverto più adesso rispetto a quando giocavo. Da giocatore ho vinto trofei che non meritavo"

Gattuso: “Non mollo mai, sono nato settimino. Gli errori commessi mi hanno reso l’allenatore che sono”

Italy's headcoach Gennaro Gattuso greets supporters after winning the play-off FIFA World Cup 2026 European qualification semi-final football match between Italy and North Ireland at the Gewiss stadium in Bergamo, on March 26, 2026. Alberto PIZZOLI / AFP

Rino Gattuso ha commentato a Sky la vittoria della sua Lazio per 3-0 sul campo della Juventus di Spalletti. Ha parlato della voglia di tornare in panchina dopo l’esperienza con la Nazionale, delle partite con Milan e Monza in cui la squadra si è fermata, del coraggio che chiede ai giocatori. E della ferita azzurra.

Alla vigilia aveva detto che la Juventus era più forte della Lazio. Il campo ha detto il contrario: la Juventus di Spalletti ha perso 3-0 in casa, e Spalletti a fine gara ha ammesso: “Juventus inferiore alla Lazio, difficile darsi spiegazioni”.

Gattuso: “Mi mancava lo spogliatoio”

Si sta prendendo una rivincita?

“Mi mancava lo spogliatoio, parlare coi giocatori. Non ho paura di andare, lo so che ho fatto scelte azzardate, ma sticazzi: a casa dopo un po’ mi rompo le scatole. Di errori ne ho fatti, ma rifarei tutto: se oggi sono questo tipo di allenatore, vuol dire che mi hanno aiutato tanto”.

Gattuso Italia

Sensazioni?

“Dobbiamo frullare. Ero molto arrabbiato sia col Milan che col Monza: due partite dominate, poi ci è venuto il braccino. Prenderemo qualche imbarcata, ma sulla palla si va forte. Si continua, ma parte tutto dal lavoro settimanale”.

La cosa che la sta sorprendendo di più?

“Il fatto che ascoltano, che tutto quello che prepariamo lo fanno. Dobbiamo essere più bravi ad avere più coraggio: non è una questione fisica. Anche col Mantova abbiamo fatto una buonissima partita, ma quando facciamo delle vie di mezzo diventiamo più vulnerabili. Se rubi palla, è più facile dopo creare palle gol. Questa è la cosa che mi sta piacendo di più”.

“La Nazionale una delusione finché vivrò”

La Nazionale?

“È una ferita che non andrà mai via, andrà via quando mi metteranno nella bara e non ci sarò più. È stata una delusione pazzesca. Ci credevo, avevamo costruito qualcosa di buono e poi gli episodi contano. Da giocatore ho avuto tanta fortuna, ho vinto anche trofei che non meritavo, da allenatore per tutto quello che ho seminato ho raccolto meno. Si soffre e si va avanti, non si molla, sono nato settimino, già rompevo le scatole nella pancia di mia mamma, sono uscito. Si soffre, l’importante è avere la passione: io mi diverto più adesso che quando giocavo. “.

Una Lazio che, come scriveva il Corriere dello Sport, ha trasformato Gattuso da “scappato di casa” a eroe. Anche grazie a un rapporto franco con Lotito, a cui poche settimane fa aveva chiesto di dire in faccia ai giocatori quel che pensa, non attraverso i giornali.