Il Napoli passa dall’emergenza alla folla: otto difensori per i tre posti della difesa di Allegri
A destra Beukema, Di Lorenzo e Marianucci, al centro Rrahmani, a sinistra Rafa Marin, Badiashile e Olivera, in attesa di Buongiorno.

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luca Marianucci
Fino a tre settimane fa Allegri contava i difensori. Ora ne ha più che posti. La difesa a tre che il tecnico prova a Castel Volturno, aspettando il Frosinone, è secondo il Corriere dello Sport “uno spazio con tre posti per diversi protagonisti”. E il quotidiano avverte che il modulo, sulla carta, è solo un punto di partenza:
“Si tratta, ad oggi, di un’interpretazione teorica, su carta, poi supportata da movimenti che rendono i moduli solo di partenza, un’indicazione della vigilia”.
Per Allegri è un ritorno al passato: la sua Juve, l’ultimo Milan. Per il Napoli anche: il Corsport ricorda il Napoli di Conte, che da novembre dello scorso anno era passato al 3-4-2-1 e aveva vinto la Supercoppa e chiuso secondo. Ecco chi può giocare dove.
A destra: Beukema, Di Lorenzo, Marianucci
Nelle prove il braccetto destro è Beukema, che Conte aveva già usato lì e che, per i numeri della scorsa stagione, è il miglior costruttore della difesa. Ma su quel lato, scrive il Corsport, “c’è folla e c’è abbondanza”. C’è Di Lorenzo, ora in Nazionale:
“Di Lorenzo […] è un marcatore di destra naturale, una posizione che ricopre con tutte le sue spiccate doti: la corsa, la capacità di spingere oltre la metà campo, i tempi d’inserimento, la regia difensiva”.
Il terzo nome è Marianucci, che si era fatto male ad agosto contro il Celta Vigo ed è il primo a tornare disponibile. Proprio sulla fascia destra, intanto, il mercato si muove: è rispuntato il nome di Dodò.
Al centro: Rrahmani
Il perno non si discute. Rrahmani ha lasciato la nazionale kosovara, ha avuto la sosta per rifiatare e ha appena prolungato fino al 2029. Al centro, se serve, può giocare anche Badiashile.
A sinistra: Rafa Marin, Badiashile, Olivera (e poi Buongiorno)
Nelle prove a sinistra c’è Rafa Marin, che in questo inizio di stagione è stato il compagno più frequente di Rrahmani, per necessità. Ma quel posto, sottolinea il Corsport, “era di Buongiorno e tornerà suo quando sarà nuovamente a disposizione“. Per Buongiorno però i tempi sono lunghi: non rientra prima della fine del 2026.
Nel frattempo c’è Badiashile, che dopo i dieci minuti finali di Milano contro l’Inter aspetta di tornare in campo. L’ex Monaco può fare il braccetto sinistro o il centrale. Il Napoli lo paga bene: guadagna poco meno di McTominay e quanto Lobotka. Contro l’Avellino è uno dei sorvegliati speciali.
L’ultima opzione è Olivera, anche lui ora in Nazionale. Nell’Uruguay gioca già da centrale, ma in una difesa a due; con Conte, lo scorso anno, ha fatto il marcatore sia a destra sia a sinistra.
Il tre è il numero perfetto?
“Lo dirà il campo se il tre, nel caso, sarà davvero il numero perfetto”, scrive il Corriere dello Sport. Avevamo già raccontato perché Allegri ci pensa: un centrocampista in meno, un difensore in più e la stessa formula offensiva. Avevamo dato anche un nome al terzetto delle prove, la RBR. La differenza, adesso, è che il Napoli ha più di un nome per ogni posto. Il calendario che aspetta il Napoli dopo la sosta richiederà di cambiare spesso.