Allegri ha capito che ha in mano un Napoli di transizione
Lucca, Lang e Beukema non sono da Napoli, aveva ragione Conte. Manca il centravanti che segna e non c'è stato un ricambio. I movimenti di De Laurentiis sono tutti extra-campo

Massimiliano Allegri, coach of Napoli, and Aurelio De Laurentiis, owner of Napoli, attend a press conference for the new SSC Napoli head coach at Teatro di San Carlo on July 14, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)
Repetita iuvant: Antonio Conte aveva ragione su tutta la linea. Le prime otto giornata di campionato ci consegnano la verità su questo gruppo, un anno dopo. Sui singoli emerge ciò che appare evidente: Lucca, Lang e Beukema non sono da Napoli o comunque da grandi livelli. Per motivi anche non tecnici questi calciatori non riescono a dare un passo in più e, anzi, diventano un peso nell’economia del match.
Sono calciatori che possono esprimersi in ambienti e scenari privi di tensione e pressione come erano Bologna, Udine e Psv. E poi c’è anche la questione spogliatoio con alcune intemperanze che avevano fatto capolino già lo scorso ma prontamente spente dal coach british-pugliese.
Analizzando reparti più critici c’è, poi, un problema anche in attacco dove al Napoli manca il “killer” d’area che ha sempre avuto. Oggi i gol sono appaltati a centrocampisti e alle ali d’attacco con due sole reti per Hojlund e zero per il desaparecido Lucca.

Per il quarto posto servono correttivi a gennaio
Questa squadra ha bisogno del famoso “equilibrio”, quella fase difensiva curata e rivendicata da Conte in ogni dettaglio. Dopo Firenze Allegri puntò il dito sul “non saper leggere la partita” e è infatti il tema più che tattico è proprio quello. C’è una debolezza di gruppo che confina con quella di alcuni singoli che se non in condizione o per mancanza di mentalità determina quei black out con rimonte e punti persi.
È singolare che proprio Allegri sia accusato di difensivismo quando il problema è proprio la fase difensiva rispetto alla produzione gioco e di occasioni da gol. A Venezia la partita simbolo con 29 tiri in porta effettuati e il gol subito su uno dei due tiri concessi. Oltre ai limiti si notano, però, anche segnali importanti come Rafa Marin in difesa e tra i giovani Vergara, Giovane e Favasuli in attesa del rientro.
Insomma, Allegri ha in mando una squadra in un anno di transizione e non poteva non saperlo ma sicuramente lo ha capito oggi. Soprattutto osservando le manovre di Aurelio De Laurentiis che sta costruendo il nuovo assetto proprietario e societario con Aponte. Servono correttivi a gennaio per provare ad agguantare il quarto posto che è un piazzamento possibile per le potenzialità di questa squadra.