A Cristiano Ronaldo non bastava il Pallone d’Oro, ora gli hanno dato un premio come miglior Pallone d’Oro dei Palloni d’Oro
L'ultima invenzione di France Football il BOAT (Best of All Time): ha vinto il CR7 versione 2008, battendo gente tipo Van Basten, Messi, Di Stefano eccetera

Nassr's Portuguese forward #07 Cristiano Ronaldo poses with the trophy after winning the Saudi Pro League title at the end of the football match against Damac at the Al-Awwal Park Stadium in Riyadh on May 21, 2026. (Photo by Fayez NURELDINE / AFP)
A Cristiano Ronaldo non bastava aver vinto qualche Pallone d’Oro. Doveva essere il migliore di tutti i Palloni d’Oro. E così France Football non sapendo cos’altro inventarsi, s’è inventato il BOAT, acronimo che sta per Best of All Time. Una specie di GOAT ma meno caprino. Insomma: il Pallone d’Oro dei Palloni d’Oro. E ovviamente l’ha vinto lui, il miglior Cristiano Ronaldo dei Cristiano Ronaldi, la sua versione 2008.
E’ l’annata più pregiata della sua carriera, quella dei tempi del Manchester United in una stagione impreziosita anche dalla vittoria della Champions League. Quello fu il primo dei cinque Palloni d’Oro della sua collezione, completata dai successi del 2013, 2014, 2016 e 2017. Quell’anno Ronaldo si lasciò alle spalle Messi, Fernando Torres e Xavi, aggiudicandosi anche la Scarpa d’Oro grazie ai 31 gol segnati in stagione.

Il Pallone d’Oro in versione popolare, dicono
La vera novità del premio non sta soltanto nell’ambizione un po’ tamarra del titolo, ma nel metodo scelto per assegnarlo. France Football ha infatti deciso di sottrarre la parola ai giornalisti e consegnarla ai tifosi, chiamati a eleggere la migliore edizione di un Pallone d’Oro fra quelle vinte da calciatori capaci di conquistare il riconoscimento almeno due volte. Una specie di referendum sulla grandezza.
La platea dei candidati era ristretta a dieci nomi: Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Marco van Basten, Michel Platini, Franz Beckenbauer, Johan Cruyff, Kevin Keegan, Alfredo Di Stéfano, Ronaldo Nazário e Karl-Heinz Rummenigge. Non proprio una compagnia di comprimari, insomma. I tifosi non dovevano scegliere semplicemente il campione più grande, ma stabilire quale delle sue singole edizioni del Pallone d’Oro meritasse il posto più alto sul podio della storia.