Il portiere perde tempo, il cileno lo prende a calci: maxi rissa in Stati Uniti-Cile, in campo anche Pochettino
Nel recupero dell'amichevole di St. Louis, vinta 4-2 dagli americani, si svuotano le panchine. Il ct argentino: "Da giovane mi piacevano le risse, ora sono più rilassato". Richards: "Se qualcuno va contro la nostra famiglia, succede questo".

Stati Uniti-Cile doveva essere un’amichevole, è finita con le panchine vuote e mezza squadra in mezzo al campo a spintonarsi. È successo martedì sera, ora americana, a St. Louis, nel Missouri, nel recupero di una partita vinta 4-2 dagli americani. Il Cile era passato in vantaggio 2-1 con Diego Ulloa e Maximiliano Gutiérrez, poi la rimonta degli Usa con Sebastian Berhalter, Julian Hall, Chris Richards e Mathis Albert.
Come è nata la rissa in Stati Uniti-Cile
Tutto parte subito dopo il 4-2. Il portiere americano Brian Schwake si butta su un pallone vagante in area e ci resta sopra, per far passare qualche secondo. L’attaccante cileno Leandro Hernández gli si avvicina e gli rifila un calcetto. La radio cilena Cooperativa lo descrive come “un leggero calcio per mettergli fretta”. Il primo a reagire è il difensore del Crystal Palace Chris Richards, che va dritto su Hernández. In pochi secondi arrivano Auston Trusty, Tyler Adams e Brooklyn Raines, poi tutti gli altri. Le panchine si svuotano, e in campo entra anche il ct degli Stati Uniti Mauricio Pochettino, per provare a riportare la calma.
Benched clear in USMNT – Chile after a Chilean player put in a late kick on goalkeeper Brian Schwake.
Chris Richards shoved someone and both teams got involved https://t.co/cB9eL4JRgQ
— Tom Bogert (@tombogert) September 30, 2026
L’arbitro alla fine ammonisce solo Richards e Hernández. Secondo Yahoo Sports, gli animi si sono riaccesi anche dopo il fischio finale, con un nuovo faccia a faccia tra i giocatori.
Pochettino: “Da giovane mi piacevano le risse”
Dopo la partita Pochettino, argentino cresciuto nel Newell’s Old Boys, ha scherzato sul suo passato:
“È una situazione folle. Quando ero giovane, sì, mi piacevano le risse. Ma ora sono più rilassato, non sono così impulsivo nel venire alle mani.”
E ha letto la reazione dei suoi in positivo:
“È un buon segno, dimostra che tieni al tuo compagno di squadra, che difendi la tua maglia. È davvero importante.”
Sulla stessa linea Richards, che ha anche segnato il 3-2:
“È molto importante far capire ai nuovi arrivati che questa è una famiglia, e se qualcuno si mette contro la nostra famiglia, ecco cosa succede.”
E ancora, a Yahoo Sports: “Ovviamente erano frustrati. Ma poi sono andati sul nostro portiere, che era a terra. Sei a casa nostra, questa cosa non passa”. Berhalter ha aggiunto: “Ci copriamo le spalle a vicenda. Ci sono 26 ragazzi pronti a intervenire in qualsiasi momento. Avete visto la reazione della panchina”.
C’è anche un’altra lettura, meno epica. Il gesto di Hernández è nato dall’ennesima perdita di tempo di un portiere, proprio il vizio che il calcio europeo sta provando a combattere. La Premier ha introdotto una regola per cui, se il portiere resta a terra, un compagno esce per un minuto. E in Champions le perdite di tempo sono nel mirino degli arbitri. Di risse, del resto, l’estate ne ha già viste parecchie: dalla rissa in finale con l’Argentina su cui indaga la Fifa al caos di Lione costato la squalifica a Guendouzi. Gli Stati Uniti, intanto, restano imbattuti nell’era Pochettino dopo il Mondiale e il 3 ottobre a Glendale giocano contro il Messico. Difficile che sia un’amichevole più tranquilla.