Spalletti nervosetto: “Una parte del tifo invoca Conte? Lei lo ha citato due volte. Non mi sorprende. Diventerò quello che Carnevali vuole”
Spalletti in conferenza stampa: "Abbiamo l'urgenza di vincere questa partita e non solo. Abbiamo anche quella di dover far vedere che siamo la Juventus"

Dc Napoli 07/12/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Juventus / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti-Antonio Conte
Luciano Spalletti ha rilasciato diverse dichiarazioni nella conferenza stampa della vigilia per presentare la gara di Europa League della sua Juventus contro il Nec.
Spalletti: “Abbiamo analizzato il finale con il Sassuolo. C’è qualcosa da migliorare”
Ecco le sue parole in conferenza.
Che partita si aspetta?
“Schreuder ha avuto il coraggio di imporre le sue idee in un paese evoluto di calcio. Ha lasciato un’idea riconoscibile vincendo un campionato di terza divisione di assoluto livello. Noi dobbiamo aspettarci una proposta di gioco esclusiva per qualità idee. Questo ci deve trovare pronti se no possiamo rimanere sorpresi. Lui ha uno score con due reti segnate a partita e questo la dice lunga sul suo calcio. Poi ha dei calciatori forti come Tadic e giocano a piede invertito perché vogliono convergere verso la porta. Noi dobbiamo avere i giri alti a livelli di testa per essere pronti e se non saremo pronti può diventare una serata scomoda”.
Un giudizio a freddo sugli ultimi minuti contro il Sassuolo:
“Noi siamo stati attenti, lucidi e consapevoli di dover migliorare. Abbiamo tracciato quello che vogliamo fare e che possono essere le cose a cui dobbiamo portare dei correttivi. Bisogna essere più compressi per togliere da un punto di vista di squadra qualche linea di passaggio avversaria e capire il momento in cui montare addosso all’azione, quando pressare e quando fare blocco squadra per aspettare la mossa sbagliata dell’avversario. Non puoi essere compreso da tutti”.
Questo per far capire quali possono essere i correttivi, anche se la spiegazione sta meno nella tattica collettiva. Oggi la differenza la fa come interpreti la situazione. Il ritmo mentale è quello che sarà fondamentale per domani”.

Se è sereno:
“Accettare la pressione è la medicina per imparare a vivere. Ho imparato questo dopo pochi giorni perché dovevo portare a casa roba. Perciò si figuri se mi turba adesso che ho messo tantissime robe a posto. Io tengo tantissimo alla mia professione perciò ciò che esce dopo una sconfitta non mi interessa perché non posso controllarla. Io decido a cosa dare peso o a cosa non darlo e in questo caso ho scelto di non dare spazio”.
Sulle parole di Carnevali e sulle voci su Conte
“Carnevali è un uomo di calcio, una persona esperta, equilibrata. Lui sa bene che cosa deve fare, deve trasferire questa serenità affinché la squadra lavori tranquillamente. È solo questa la via d’uscita. Sono un po’ meno di quello che ha detto ma non lo deluderò e diventerò ciò che lui vuole. Per la stima che ho per lui non lo deluderò. Sui tifosi? Giusto che ognuno dia forza a ciò che vuole, a ciò che gli sembra giusto dare forza. Lei si è fatto la locandina di Conte, l’ha rammentato per due volte Conte…
Ognuno si fa la locandina che vuole, io Luciano Spalletti mi faccio quella che voglio con una squadra forte, con gli stessi criteri e convinzioni con cui abbiamo iniziato. È una cosa che sta lì, è a portata di mano. Anche se abbiamo fatto il peggior inizio di campionato degli ultimi 5 anni la partita col Sassuolo la potevamo vincere, ma dobbiamo mettere a posto alcune cose”.
Sul possibile duo d’attacco formato da Kolo Muani e Woltemade:
“Non dirò nulla sulla formazione. Non posso aiutarvi”.
Se è sorpreso dalle critiche e dalle polemiche:
“Sono tutte cose che dimentichi quando dimentichi chi sei. Se lei comincia a dare ascolto a ciò che gli viene detto perde la sua identità, ciò che ha passato. Dà forza agli sguardi che ti incrociano, le amicizie o le difficoltà che ti vogliono creare. Non va assolutamente fatto, bisogna esser un po’ veri, vivi e reali in quelle che sono le cose che ti circondano, le emozioni che vivi.
tu fai le cose che ritieni giuste per il bene del club e della squadra. Non sono stupito che dopo 4 giornate sono cambiati due allenatori e non sono stupito di quello che si dice qua. Bisogna riuscire a sapere che abbiamo urgenze. Urgenza di vincere questa partita, ma non solo.
Dobbiamo far vedere che siamo la Juventus. Fa tutto parte della posizione in cui siamo, dobbiamo far vedere che una volta arrivati ce la meritiamo e possiamo rimanere. Finché ci verrà dato tempo e spazio le uniche energie vanno lì. Chi parla di me non mi interessa perché non mi conoscono, han messo nel mirino alcune cose e vogliono colpire. Ci sono professionisti, tiratori scelti, ci sono i social. Ognuno prende e dice ciò che gli pare, vomita le sue debolezze addosso agli altri perché ha un cellulare. Figuriamoci se mi devo accodare alle opinioni altrui. Due/tre in carriera ne ho passate di situazioni”.
Se il gruppo è pronto ad accettare la pressione:
“Di vincerlo viene detto a più squadre. Poi è chiaro che essere pronti è l’unica lingua per spiegare che siamo uomini da Juventus. Questa è l’unica lingua per spiegare a chiunque di essere al livello da Juventus. Siamo pronti”.
Spalletti: “A volte non si riesce a star dietro con la testa”
Se si aspettava un salto di personalità da parte della squadra:
“Il gioco è diventato troppo veloce, ci sono troppe variabile. È diventato troppo dipendente dalle decisioni dei calciatori. È quella roba lì, io devo anticipare le situazioni, saperle gestire da solo. Non si va dietro una lettura corretta, ma di quello che c’è adesso. C’è un ritmo di gioco che ha variabili sempre più sorprendenti, sempre più improvvise. A volte non si riesce a star dietro con la testa. Da fuori nessuno può aiutarci, bisogna reagire dentro. Farne conoscenza e andare a batterci il naso come ci è successo ti dà delle conoscenze che ti possono servire per il futuro. Diventano conoscenze reali, vere, su dove sta andando il calcio.
Ora le nuove regole arbitrali proteggono lo spettacolo ma è un incentivo, una indicazione verso il duello, lo sbattimento, la ricerca del contatto fisico e la prigione individuale che ti trovi quando sei nei pressi del fallo laterale. Se non reggi botta ti buttano fuori dal campo, ora non puoi accentuare il fallo. Si gioca di più, diventa visibile che vengono un po’ tirati in superficie i furbetti…Proteggono lo spettacolo e liberano il calcio”.
Le condizioni di McKennie e Cambiaso:
“Fanno parte delle valutazioni. Noi dobbiamo fare attenzione a quelli che si mettono in campo perché ne abbiamo 2/3 che non finiranno la partita. Io McKennie lo voglio in campo domani per troppi motivi. McKennie domani gioca. Mi dispiaceva non darvi una certezza”.
Su Koopmeiners:
“Non la stagione. Koop per noi viene considerato in maniera importante, da lui ci aspettiamo sempre di vedere il livello che conosciamo tutti molto bene. Ci sono delle decisioni individuali, personali da prendere, quando si giocano partite. Lui ha il dovere di farci vedere delle decisioni importanti da prendere. Sappiamo che le ha, queste intenzioni così definite e forti da calciatore internazionale. Io sono lì convinto che lui mi faccia vedere delle cose importanti, non soltanto in una partita, ma già in allenamento. Perché abbiamo bisogno di quelle cose lì da Koopmeiners”.
Se ha paura del modo di giocare offensivo del Nec:
“Per quale motivo? No non ho paura”.