Sarri: “Pausa Nazionali? Sono un problema enorme. Dovrebbero essere messe alla fine della stagione”
In conferenza stampa: "Se riempi il calendario è chiaro che diventa più difficile." Sugli esoneri dopo poche giornate: "Mentalità creata da giornalisti e dirigenze. Klopp diceva che al primo anno i risultati di un mister non si vedono, figuriamoci in un mese."

Db Clusone (Bergamo) 13/07/2026 - amichevole / Atalanta-Atalanta U20 / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Sarri
Intervenuto in conferenza stampa per presentare il match contro la Juve, Maurizio Sarri ci ha tenuto sia a ribadire di non avere grandi ricordi in bianconero, sia a commentare le scelte di esonerare Grosso e Tedesco dopo poche giornate.
Le parole di Sarri

Cosa pensa della sua esperienza alla Juve?
“Non ho rimpianti per il mio percorso alla Juve. Secondo me la vittoria dello Scudetto era considerata quasi scontata, poi però è finita lì. Per me è una pagina chiusa.”
Siamo all’ultima gara prima della sosta: che idea si è fatto?
“Sono state date molto particolari, considerando mercato, Mondiali e pause Nazionali. Il rischio è di prendere un giocatore ad agosto e, a metà novembre, avergli fatto fare soltanto una decina di allenamenti: questa è la realtà dei fatti. Bisogna giocare, accumulare errori e poi iniziare a migliorare proprio da quelli.”
Che ricordo conserva di Mazzola e cosa pensa dei tanti allenatori esonerati finora?
“Io penso alle partite e basta. Se si è creata questa mentalità è per colpa vostra, giornalisti, e delle dirigenze. C’era una bella intervista a Klopp che diceva che al primo anno i risultati di un mister non si vedono, figuriamoci in un mese. Mazzola era il mio compagno di figurine quando ero ragazzino. Sono personaggi importanti nel mondo del calcio, perché poi passi dalle figurine a vederlo al Mondiale. Un grande giocatore ed è stato un piacere osservare le sue gesta: sono ricordi che rimangono.”
Che rapporto ha con Spalletti, considerando il passato che avete condiviso?
“Domani sarà una gara dura. Noi allenatori siamo molto collegati ai ragazzi che vanno in campo: non abbiamo nulla sotto controllo, e non sarebbe neanche giusto averlo. Siamo legati al tipo di calcio di quel momento. Negli anni in cui ero a Empoli lui era in Russia: lo vedevo minimo due volte a settimana. Abbiamo un grande rapporto, ma ognuno pensa alla propria squadra.”
“La Nazionale è un problema”

Come valuta Raspadori?
“Ricordo un anno a Napoli in cui incideva molto nonostante non giocasse titolare. Ha disputato delle stagioni importanti, mentre in questi due mesi ha fatto grande fatica. In questo momento mi sembra un giocatore in crescita e nell’ultima partita penso abbia giocato bene. Non ha inciso sul risultato, ma ho l’impressione di vedere un giocatore vivo.”
Nelle prime quattro giornate non abbiamo visto nemmeno uno 0-0: secondo lei sta cambiando qualcosa nel calcio italiano?
“Giocare aumenta la possibilità di fare gol e anche di rischiare. Penso che sia una conseguenza di un cambiamento regolamentare importante. Anche la mentalità mi sembra più aperta: si vedono le medio-piccole che tendono a giocare, al netto di quanto si possa rischiare.”
Come vede la pausa per le Nazionali?
“Ci sono tantissime cose da fare: lavorare dal punto di vista fisico, tattico e individuale. La Nazionale è un problema enorme, così come il calendario. Io penso che queste pause debbano essere fatte in un periodo di tempo dopo la fine della stagione: è una situazione che non va avanti. Poi c’è l’ipocrisia di mettere le liste: almeno dammi 40 giocatori. Se riempi il calendario è chiaro che diventa più difficile.”
Cosa pensa della trasferta limitata ai tifosi atalantini?
“Su quello che pensa Lucarelli può darsi che si sia espresso male, però concordo con lui. Una pena collettiva non riesco a capirla né a digerirla. Domani una persona di Bergamo con il figlio, che non ha mai commesso nulla dentro e fuori dallo stadio, non può andare a vedere la partita: è anticostituzionale. Sono vicino ai nostri tifosi, condivido il loro pensiero.”