La storia di “Big G”: potrebbe passare dal difendere la porta in nona serie inglese, ad indossare la corona
George Kamurasi gioca in nona serie inglese ed è capitano del SE Dons. In Uganda, però, è stato scelto come futuro sovrano del regno del Tooro. Una vicenda a metà tra il pallone e la Storia.

Un portiere diventa re: sembra la trama di una favola, e invece è la storia vera di George Desmond Kamurasi, 36 anni, capitano ed estremo difensore del SE Dons, squadra della nona serie del calcio inglese. Nel giro di pochi giorni, l’uomo soprannominato “Big G” nei campi di periferia londinese potrebbe passare dai guantoni a una corona reale, in uno dei quattro regni tradizionali ancora riconosciuti in Uganda.
Il portiere che diventa re: la scelta della commissione
La decisione è arrivata il 4 settembre, quando una commissione ha individuato in Kamurasi il successore del cugino, Oyo Nyimba Kabamba Iguru Rukidi IV, sovrano del Tooro morto lo scorso agosto a soli 34 anni. Una figura leggendaria: Oyo aveva assunto il titolo di Omukama nel 1995, quando aveva appena tre anni, diventando all’epoca il più giovane monarca regnante al mondo. La proclamazione formale del nuovo re avverrà soltanto dopo i funerali, previsti per il 12 settembre.
Kamurasi appartiene alla famiglia reale Babiito, ma la sua vita si è svolta quasi interamente nel Regno Unito: cresciuto in Inghilterra, vive nel sud-est di Londra con moglie e figlio. La corona, insomma, arriverebbe a scombinare una quotidianità fatta di allenamenti e partite di coppa dei dilettanti.
Un weekend surreale: dalla FA Cup al trono
A rendere la vicenda ancora più incredibile è stato il tempismo. Proprio sabato Kamurasi è sceso regolarmente in campo, contribuendo al successo per 2-0 del SE Dons contro l’Erith Town in FA Cup. Poche ore prima, il suo nome era ufficialmente entrato nella lista di successione a un regno. E il paradosso si ripeterà: il funerale del cugino cadrà nello stesso giorno in cui il SE Dons dovrebbe essere impegnato in una nuova sfida di coppa. Secondo la stampa inglese, tra l’altro, il portiere sarebbe piuttosto restio a lasciare il calcio e preferirebbe restare a Londra.
Un regno solo “culturale”, ma con una storia regale
Il Tooro, con capitale a Fort Portal nell’Uganda occidentale, conta circa 800mila persone. Le monarchie locali, abolite nel 1967 e ripristinate nel 1993, oggi hanno per Costituzione funzioni esclusivamente culturali e rappresentative, senza poteri esecutivi. Ma il peso simbolico resta enorme: basti pensare che il nonno del calciatore, re George Rukidi III, fu il sovrano del Tooro che accolse la regina Elisabetta II durante la sua visita in Uganda nel 1954. Per “Big G”, insomma, si aprirebbe un capitolo che intreccia la sua formazione britannica con radici regali profondissime. Prima della corona, però, c’è ancora il pallone: per ora resta soprattutto il portiere-capitano del SE Dons, in corsa per diventare uno dei sovrani più singolari del nostro tempo.