Pagelle – Alla quinta giornata il Napoli di Garcia aveva un punto in più del Napoli di Allegri

Il Napoli sta diventando la squadra del senno di poi. De Bruyne doppio disastro: in campo e perché ci tocca il dibattito su Vergara. Perché il caso Anguissa non è stato risolto in estate?

Pagelle – Alla quinta giornata il Napoli di Garcia aveva un punto in più del Napoli di Allegri

Ps Los Angeles (Stati Uniti) 21/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Belgio-Iran / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Rudi Garcia

Le pagelle di Fiorentina-Napoli 1-1, a cura di Fabrizio d’Esposito.

MILINKOVIC-SAVIC. Ieri si festeggiava il santo patrono, oggi invece per Zio Vanja c’è la solennità di Santa Traversa, che lo sostiene due volte (dapprima Atta indi Fagioli). Il perticone serbo preserva poi il pareggio evitando il due a uno di Valdepenas al 63’, dopo quel cross sbagliato di De Bruyne, oggi in versione sciagurata senza alcuna ispirazione regale – 7

DI LORENZO. I Centenarios ritrovano l’antica destra e il Capitano dei due scudetti ha le sue solite ed efficaci interlocuzioni con il fratello Na-Politano, fratelli di fascia e di età – 6,5

RRAHMANI. Con lui il temuto Pellegrino diventa un errabondo pellegrino, con la minuscola – 6,5

RAFA MARIN. L’Ispanico conferma le cose buone delle ultime partite. La deviazione sul dannato tiro viola del pari è un accidente che non offusca la sua partita tra marcature attentissime e uscite palla al piede – 6,5

Napoli

Gilmour sta facendo vedere di cosa è capace

OLIVERA. Mati l’Uruguagio è tra i migliori nell’offesa: prende un palo con la cabeza provocando un quasi autogol di Dragusin, indi ci riprova con un tiro al volo al 35’. In difesa talvolta soffre le moine del virgulto Mastantuono (che al 31’ colpisce finanche di testa), ma alla fine se la cava – 7

GILMOUR. Billy the Kid è alla sua terza stagione azzurra e adesso alla sua terza consecutiva da titolare, dopo Arsenal e Bologna, con un po’ di continuità sta facendo vedere di cosa è capace. Oltre a gestire e interdire, pitta aperture al millimetro per Na-Politano (e non solo) e infine fa un golazo al volo di piatto destro. I gol vengono dal centro, tra lui e Lobo domenica scorsa. Epperò anche Billy the Kid rischia un errore letale al 71’, per fortuna senza conseguenze – 7

LOBOTKA. Il Caro Lobo fa la sua partita di lotta e di governo, più un paio di incursioni nell’area viola, ma sul giudizio finale pende quel flipper pasticciato di testa tra lui e Kevin oggi senza corona che causa il pareggio dei vanoliani – 5,5

ANGUISSA all’89’. Un’apparizione fugace e anonima, non senza l’ennesimo infortunio. Ormai il suo addio è annunciato, resta da capire perché il nodo Zambo non sia stato risolto in estate. Misteri dolorosi del presidente rimasto fermo a un anno fa e del suo scudiero esecutore Manna – senza voto

DE BRUYNE. Detto sopra del pasticcio con il Caro Lobo e poi del cross sbagliato al 63’, resta poco o nulla della partita di Kevin oggi senza corona, complice anche la cecità della Lega Calcio che ignora il cambiamento climatico e fa giocare alle dodici e trenta in un settembre caldissimo. La propensione a camminare oggi era diffusa, figuriamoci per lui. Ora cultori del gufismo amico (e non solo) per tre settimane scasseranno gli zebedei con il centesimo dibattito sul mancato ingresso del nuovo talento frattese: ormai Vergara è come lo spettro del comunismo che si aggirava eccetera eccetera – 4,5

Napoli

POLITANO. L’apparizione, sette giorni fa, del giovane favoloso Favasuli lo fa finalmente scetare e, come scritto, il Napule gioca soprattutto a destra. E poi batte l’angolo, da sinistra, che diventa l’assist vincente per Billy the Kid – 7

FAVASULI dal 72’. Stava pure per segnare il giovane favoloso. Di testa, al 79’ – 6,5

L’aziendalista Allegri concede più di mezz’ora a Lucca. Invano

HOJLUND. Principia malissimo, il principino danese, quando al 7’ non si accorge di un traversone basso di Di Lorenzo nell’area viola. Poi non riesce mai a tenere palla (dovrebbe rivedere in loop il secondo tempo di Thuram ieri in Roma-Inter) e quando ci riesce s’infila in vicoli ciechi che non portano da nessuna parte, ignorando peraltro in un’occasione il liberissimo Lang. La crudele verità è che la discontinuità di Hojlund (sinora due gol), in attesa di un boom che ci faccia felici in ogni partita, segnala il vero problema dell’ultimo biennio azzurro: la mancanza di un grande attaccante, non un outsider, che rompe una consolidata tradizione che va da Cavani, Higuain e Mertens fino a Osimhen e Lukaku. Questo è – 4,5

LUCCA dal 58’. L’aziendalista obtorto collo in panca stavolta gli concede più di mezz’ora e le sue giocate sono per la maggior parte goffe: rischia un disastro in difesa e poi dopo va a “marcare” Favasuli nell’area viola. Come Hojlund, anche Lucca non si accorge di una pelota succulenta che il Caro Lobo mette in mezzo al 70’ – 4,5

Lucca

LANG. Come un’acqua frizzante che col passare dei minuti diventa sfiatata. Esce incazzato e lo ribadisce in un’intervista dopo la partita, accusando i compagni di non vederlo – 5

NERES dal 58’. E’ l’unico attaccante che riesce ad avere un’occasione da gol, con quel tiro deviato miracolosamente da De Gea. E poi un grande assist per Favasuli – 6,5

ALLEGRI. Il suo Napule sta diventando la squadra del senno di poi. Se avessimo pareggiato con il Como, se avessimo vinto con l’Inter eccetera eccetera. Fatto sta che si va alla sosta con sette punti e stavolta il capro espiatorio è la mancata cattiveria, oppure cazzimma nella versione Politano oppure ancora veleno, secondo le urla in panca al suo staff. Ecco, almeno il veleno ce lo risparmi, retaggio infelice di una memoria che dovrebbe diventare oblio perpetuo. Non dimenticando che questa è una squadra d’emergenza, alla quinta giornata il Napule di Garcia aveva un punto in più. Tristezza, per favore vai via – 5

ARBITRO DOVERI. Nulla da eccepire – 6,5

 

Fabrizio d'Esposito. Cofondatore del Napolista. E' un giornalista del Fatto Quotidiano. Ritiene che il giochismo sia la malattia infantile del calcio e detesta la neo-lingua mediatica infarcita di braccetti, preventive, catene e seconde palle. Maradona è stato la sua linea d'ombra e suo figlio si chiama Diego Maria. Originario di Piano di Sorrento, vive a Roma.

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