Il Var scompare dai campi, ma torna in tv. Messina annuncia un nuovo programma con Dazn

Il direttore tecnico dell'Aia apre al ritorno di una trasmissione erede di Open Var: "Non so come si chiamerà, ma è un progetto in corso". Intanto a Lissone Orsato ammette sette errori e ripete: "Non ho mai odiato il Var".

Il Var scompare dai campi, ma torna in tv. Messina annuncia un nuovo programma con Dazn

Db Milano 28/02/2024 - campionato di calcio serie A / Inter-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: tabellone var

Open Var potrebbe tornare, forse con un altro nome. Ad annunciarlo è Domenico Messina, direttore tecnico dell’Aia, a margine dell’incontro tra arbitri e media che si è tenuto ieri all’IBC di Lissone, la sede del Var center. Ai microfoni di SportMediaset Messina ha confermato che Figc e Dazn stanno lavorando a una nuova trasmissione per spiegare al pubblico le decisioni arbitrali:

“Non so se si chiamerà così o in altro modo, la Federazione sta studiando col detentore dei diritti un sistema che possa portare al pubblico la spiegazione su determinati episodi. Non so se saremo pronti per la 6ª giornata di campionato, ma è comunque un progetto in corso.”

I tempi, quindi, sono ancora incerti. La sesta giornata è quella della ripresa dopo la sosta per le nazionali: se il programma non sarà pronto per allora, si slitterà più avanti. Il punto però è un altro: dopo mesi in cui la trasmissione era diventata il bersaglio di arbitri, club e Federazione, adesso sono proprio gli arbitri a volerla riportare in tv.

Perché Open Var era stato chiuso

A marzo sembrava tutto deciso. Gli arbitri si erano ribellati alle “pagelle tv” e agli audio della sala Var mandati in onda ogni settimana, e il presidente federale Gabriele Gravina aveva parlato di una disponibilità alla trasparenza “strumentalizzata”. Per Gravina il problema era Open Var, non gli arbitri. E secondo La Stampa la trasmissione non piaceva nemmeno ad alcuni club, preoccupati dalla sovraesposizione mediatica.

Poi è arrivato il caso Rocchi, e con lui i racconti degli arbitri che vivevano la trasmissione come un “pubblico ludibrio”. Con il cambio al vertice e l’arrivo di Daniele Orsato alla guida della Can, Open Var è sparito dal palinsesto di Dazn.

Noi, sulla trasmissione, siamo stati critici. Non per la trasparenza, che era l’unica cosa buona, ma per come veniva gestita. Abbiamo scritto che Open Var non era “open”, perché sceglieva quali audio far sentire e quali no. E che con Rocchi era diventata il pulpito da cui l’oracolo di turno spiegava il protocollo, con gli arbitri trasformati nei veri protagonisti delle partite.

Il ritorno ai retroscena

Il problema è che, senza nessuna spiegazione ufficiale, si è tornati al passato. Dopo il gol di De Bruyne contro il Genoa, il parere di Orsato lo abbiamo saputo da un’indiscrezione di Sky Sport. E i giorni successivi sono stati quelli dei retroscena dei giornali. Per questo, già ad agosto, avevamo chiesto che gli arbitri mandassero in tv un rappresentante che spiegasse le novità e i singoli casi. Una trasmissione nuova può servire, a patto che sia davvero aperta.

Orsato: “Non ho mai odiato il Var”

All’incontro di Lissone il designatore ha difeso la nuova linea, quella del “si gioca di più”:

“Io non ho mai odiato il Var. Non è mai passato in testa a nessuno di non usarlo o di non fischiare falli ma si era arrivati al punto che non era più calcio. Fino al 30 maggio 2027 andrò avanti con questa linea d’accordo con il dt, non posso destabilizzare i miei ragazzi cambiando linea settimana dopo settimana.”

“Non esiste un protocollo Orsato ma gli arbitri devono tornare a decidere al centro del campo, devono avere il coraggio di decidere. Ma per crescere bisogna anche sbagliare.”

Orsato ha riconosciuto sette errori, cinque in campionato e due in Coppa Italia. In Serie A ci sono tre rigori non dati: il mani di Vlasic in Torino-Milan, Dragusin su Monterisi in Fiorentina-Frosinone e la trattenuta di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta. Ci sono anche due rossi mancati, per Caqueret in Como-Parma e per Jimenez in Fiorentina-Frosinone. Nessun errore, invece, negli episodi del Napoli: il contatto De Bruyne-Vasquez in Genoa-Napoli e il presunto mani di Lobotka in Inter-Napoli restano decisioni di campo. Sul Napoli, Orsato ha anche detto che Guida, della sezione di Torre Annunziata, tornerà ad arbitrarlo “molto presto”. Per Maresca “sarà più difficile”.

Messina: “Nessuno vuole cancellare il Var”

Messina ha spiegato che la nuova linea “non significa non fischiare falli, non fischiare i rigori, non andare al Var”:

“Nessuno ha mai voluto cancellare il Var, nessuno ha mai voluto cambiare le regole. Cerchiamo di riportare l’arbitraggio al centro. Non vogliamo arbitrare due volte, una volta in campo e una al monitor. Siamo passati da dire ‘in Italia si fischia troppo’ con 25 falli a partita a dire ‘in Italia si fischia poco’ con 23.”

Sulla stessa linea il segretario generale della Figc, Marco Brunelli: “Il Var c’è ancora, non è vero che non c’è più”. Gabriele Gava, componente della Can, ha portato i numeri della nuova gestione. Il tempo effettivo è salito a 59’24”, quasi sei minuti in più rispetto alla scorsa stagione. Sono scesi i falli (da 26 a 22,74 a partita), le ammonizioni (da 3,63 a 3,22) e le espulsioni (da 0,18 a 0,04). I rigori sono appena cinque in cinque giornate, il numero più basso d’Europa.