“Non c’è nulla di più sicuro degli hangar dell’America’s Cup”, dice Manfredi mentre a Pozzuoli ci sono 4.217 sfollati

Il sindaco di Napoli rassicura i team, mentre la gente dorme per strada sul lungomare. Un mese dopo il terremoto sono ancora chiuse la guardia medica, le poste, moltissimi negozi, le banche e 19 chiese

“Non c’è nulla di più sicuro degli hangar dell’America’s Cup”, dice Manfredi mentre a Pozzuoli ci sono 4.217 sfollati

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi

Non c’è nulla di più sicuro degli hangar che sono stati realizzati, perché sono delle strutture molto leggere”, dice sorridendo Gaetano Manfredi al termine di una riunione dell’America’s Cup. A domanda ha risposto, il sindaco di Napoli. Perché l’accostamento della enorme preparazione dell’evento velistico internazionale alla situazione gravissima del territorio che la ospiterà è banale. Come è banale la risposta di Manfredi: “Tutta la valutazione della sicurezza è stata fatta tenendo conto ovviamente anche delle crisi bradisismiche:
Inoltre, la zona è ai margini rispetto all’area bradisismica, però abbiamo tenuto conto di tutto”.

Di tutto, tranne del fatto che ad oggi, a Pozzuoli, ad un mese dall’ultima forte scossa di terremoto, ci sono ancora 4.217 persone sfollate. 1.809 nuclei familiari. Di questi – sono dati ufficiali diffusi ieri dal Comune nel corso di una riunione convocata dal prefetto di Napoli, Michele di Bari – 3.392 hanno richiesto il contributo per l’autonoma sistemazione (Cas), 112 sono ospitate in albergo, 50 al Palatrincone (non tutte destinatarie di ordinanza di sgombero) e 663 non hanno richiesto alcuna forma di assistenza.

America's Cup New Zeland

La gente dorme per strada

Solo 157 persone sono finora rientrate nelle proprie abitazioni a seguito di ordinanze di revoca. 59 famiglie in tutto. Molti dormono ancora per strada, scriveva qualche giorno fa Il Post: “basta farsi un giro di notte sul lungomare Sandro Pertini per vedere auto parcheggiate con intere famiglie all’interno, e persone addormentate su lettini, sedie e sdraio prese dai lidi, e sistemate sotto gazebo allestiti dalla Protezione Civile. Un mese dopo il terremoto sono ancora chiuse la guardia medica, le poste, diversi negozi, alcune banche e 19 chiese”.