Il Napoli di Allegri fa vedere il suo talento ma non raccoglie nulla

Il Corsera scrive che contro l'Arsenal fa una prova accorta, senza gli errori difensivi di Como e Inter. Ma un gol splendido di Odegaard condanna gli azzurri: cuore e anima non bastano, vince il più forte.

Il Napoli di Allegri fa vedere il suo talento ma non raccoglie nulla

Ni Napoli 09/09/2026 - Champions League / Napoli-Arsenal / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Billy Gilmour

Il Napoli di Allegri, come scrive Monica Scozzafava sul Corriere della Sera, resta la squadra che qualcosa del suo talento lo mostra, ma che alla fine non porta a casa nulla. Contro l’Arsenal è arrivata la terza sconfitta consecutiva — non accadeva da dicembre 2023 — e il ritorno in Champions dopo quattro anni si è aperto con zero punti. Resta l’onore di aver tenuto testa alla corazzata di Arteta per oltre settanta minuti.

Il Napoli di Allegri: prova accorta, ma decide una prodezza

Stavolta, va detto, non tutto è andato secondo copione. Gli azzurri hanno letto la partita nel modo più semplice ed efficace, hanno retto l’onda d’urto dei vicecampioni d’Europa e li hanno perfino mandati in confusione: Saka ha sbagliato cose che nel suo repertorio sono pura routine, come il pallone spedito alle stelle a porta vuota sul finire del primo tempo. Poi, però, è arrivato il gol: Odegaard mette in moto il sinistro, palo interno e rete, completando l’assedio iniziato dai Gunners al quinto minuto della ripresa. Cuore e anima non sono bastati: ha vinto il più forte.

Il bicchiere mezzo pieno e i limiti

Il divario tecnico è palese, ma i “gregari” ci hanno messo l’anima, mentre le due stelle ex Premier — De Bruyne e Hojlund — hanno retto solo un tempo. Proprio il belga, sul finale, ha sprecato malamente il gol che poteva valere il pari e, soprattutto, dare ossigeno. Eppure, rispetto alle gare di campionato con Como e Inter, gli strafalcioni difensivi non ci sono stati: contro l’Arsenal è andato in scena un Napoli finalmente accorto. Un aspetto non da poco, per una squadra che — come avevamo sottolineato dopo le prime uscite — sta ancora cercando la propria solidità. Il momento è delicato, ma il bicchiere, stavolta, si può guardare anche mezzo pieno.