McEnroe su Alcaraz: “È il mio preferito, può vincere altri dieci Slam”. E lancia l’allarme-Borg
La leggenda del tennis esalta lo spagnolo agli US Open: fenomeno assoluto, ma con un monito. E sul favorito per il titolo spunta il nome di Sinner.

Db Torino 11/11/2025 - Atp Finals / Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Carlos Alcaraz
Parole al miele e una previsione da capogiro. McEnroe incorona Alcaraz: intervistato da Tennis365 alla vigilia del rientro in campo dello spagnolo agli US Open, la leggenda americana lo indica come il suo preferito e gli pronostica un futuro leggendario.
McEnroe e Alcaraz: “Può vincere altri dieci Slam”
“Spero che Carlos abbia davanti a sé un futuro straordinario. È il mio tennista preferito, proprio come lo è per tantissimi tifosi. È incredibile per il nostro sport e ha una personalità fantastica. Speriamo che possa continuare a eccellere per almeno altri dieci anni: a quel punto avrebbe 33 anni, sei in meno rispetto a Djokovic oggi”.
“Se riuscirà a rimanere in salute, potrebbe vincere almeno altri dieci Slam”.
Il monito Borg: “Sarebbe terribile un ritiro precoce”
Ma proprio dalla sua storia McEnroe tira fuori un avvertimento. Il riferimento è al suo grande rivale Bjorn Borg, ritiratosi a soli 25 anni:
“Il mio grande rivale giocò la sua ultima partita a soli 25 anni. È l’ultima cosa che vorremmo vedere accadere a Carlos. Sarebbe terribile se non riuscisse a tornare a essere il giocatore che è stato”.
Un timore legato alla salute, dopo una carriera già straordinaria e ancora giovanissima.
Il favorito, “anche perché non deve affrontare Sinner”
Sul pronostico per il titolo, McEnroe sposta però l’attenzione su un altro nome:
“Ci sono ottime ragioni per considerare Alexander Zverev il favorito. A Wimbledon ha giocato in maniera straordinaria, sembrava vicino al massimo. Inoltre, non deve affrontare Jannik Sinner: al meglio dei cinque set è semplicemente più difficile da battere, perché è estremamente preparato dal punto di vista fisico”.
È il dettaglio che pesa per il pubblico italiano: l’assenza di Sinner — l’altra metà della rivalità che domina il tennis — cambia gli equilibri del tabellone. E anche una leggenda come McEnroe lo mette nero su bianco.