Mbappé nasconde il Gatorade in conferenza: dietro il gesto c’è un contratto
Alla vigilia di Real Madrid-Inter il francese toglie di scena la bottiglia dello sponsor UEFA. Non è salutismo alla CR7: è una questione di esclusive milionarie.

Pre 26/08/2026 - Liga / Real Madrid-Real Sociedad / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe’
Durante la conferenza stampa della prima giornata di Champions, seduto accanto a José Mourinho, Kylian Mbappé ha allontanato con un gesto rapido la bottiglia di Gatorade piazzata bene in vista davanti a lui. E lo ha fatto per due volte, visto che qualcuno aveva rimesso una seconda bottiglia nella stessa posizione dopo il primo “scarto”.
Mbappé e il Gatorade: il gesto che ricorda Cristiano Ronaldo
La scena ha richiamato subito quella di Cristiano Ronaldo agli Europei del 2021, quando l’allora capitano del Portogallo tolse dal tavolo le due Coca-Cola (sponsor del torneo) brandendo una bottiglia d’acqua:
“Acqua! Ecco cosa bisogna bere… acqua!”
Con CR7 c’era la predica salutista, la sua nota ossessione per l’alimentazione. Mbappé, invece, si è limitato al gesto, senza commenti. Perché il motivo, stavolta, non è la salute: è puro marketing.
Perché lo ha fatto: la questione degli sponsor
Il francese ha da sempre una politica ferrea sulla tutela della propria immagine: non accetta di fare da testimonial — nemmeno da “sfondo” pubblicitario passivo — a marchi che sponsorizzano le competizioni ma che non hanno un contratto diretto con lui. È il caso di Gatorade (gruppo PepsiCo), partner ufficiale della Champions da anni, le cui bottiglie finiscono immancabilmente sui tavoli delle conferenze. C’è di più: da aprile di quest’anno Mbappé sponsorizza personalmente una sport drink rivale, la cinese “Bushuila” prodotta da Dongpeng Beverage. Mettere il Gatorade in primo piano davanti a lui significava fare pubblicità gratis a un concorrente, associandovi il suo volto. Da qui il gesto “automatico”.
Un precedente e il rischio calcolato
Non è la prima volta. Già nel 2022 Kylian saltò le sessioni fotografiche della Francia con Coca-Cola, KFC e Betclic, rifiutando di farsi usare da sponsor della nazionale che non erano suoi — una scelta che, all’epoca, gli costò un braccio di ferro con la Federazione. Anche stavolta il francese si assume un rischio calcolato: le direttive commerciali UEFA impongono la presenza dei prodotti degli sponsor sul tavolo, e la loro rimozione è una violazione passibile di multa al club. Ma quella sanzione è irrisoria rispetto alle salatissime penali che l’atleta rischierebbe violando le clausole di esclusiva dei suoi contratti personali. Tradotto: meglio una multa al Real che un danno milionario a se stesso. Un altro capitolo del personaggio Mbappé, dentro e fuori dal campo.