Mbappé condannato a versare 60.000 euro di risarcimento al Psg
Ribaltone nella lunghissima guerra legale tra il francese e il suo ex club: la Corte d'Appello di Parigi stabilisce che è stato il fuoriclasse a dover risarcire i parigini per i danni causati dal sequestro dei loro conti. Ma è solo un capitolo di una battaglia che vale centinaia di milioni.

Pre Madrid 22/10/2025 - Champions League / Real Madrid-Juventus / foto Pressinphoto/Image Sport nella foto: Kylian Mbappe
Colpo di scena a Parigi, ed è un colpo di scena a favore del club: Mbappé condannato a risarcire il Psg. La Corte d’Appello di Parigi ha stabilito che il campione francese dovrà versare 60.000 euro al Paris Saint-Germain per compensare la “mancanza di liquidità” subita dal club durante i 45 giorni di sequestro dei beni, tra il 10 aprile e il 25 maggio 2025.
Mbappé condannato a risarcire il Psg: cosa dice la sentenza
Il paradosso è servito. Tutto era nato perché nell’estate del 2024 Mbappé aveva reclamato dai parigini una cifra corrispondente a bonus e incentivi che, a suo dire, il club si rifiutava di pagargli, ottenendo poi un sequestro cautelativo dei conti del Psg. Ma quel blocco, secondo i giudici, ha costretto la società a trovare all’ultimo minuto una linea di credito per far fronte alle proprie esigenze finanziarie, con una spesa ulteriore: da qui il risarcimento. A conti fatti, in questo round è stato il Psg a spuntarla — anche se il club non otterrà l’euro simbolico che aveva chiesto come danno all’immagine e alla reputazione.
La storia: dai 55 milioni al sequestro dei conti
Per capire la portata (grottesca) della vicenda serve riavvolgere il nastro. Dopo l’addio al Psg per il Real Madrid, Mbappé aveva reclamato circa 55 milioni tra stipendi e bonus arretrati. Una prima volta la giustizia sportiva francese aveva dato ragione al giocatore, condannando il Psg a pagare entro una settimana. Il club però ha sempre sostenuto l’esistenza di un accordo verbale del 2023 con cui Mbappé avrebbe rinunciato a quelle somme — versione che il francese ha sempre negato. Nella primavera 2025 l’attaccante è arrivato a far sequestrare i conti parigini, salvo poi, a sorpresa, fare un passo indietro e ritirare una delle denunce.
Una guerra che vale centinaia di milioni
Perché il vero campo di battaglia resta un altro. Davanti al tribunale del lavoro, Mbappé ha alzato clamorosamente la posta, arrivando a chiedere circa 260 milioni di euro — di cui una fetta per presunto “lavoro nero”, oltre a danni per mobbing e licenziamento ingiusto. E il Psg ha risposto per le rime, in una vicenda definita apertamente “grottesca”: “Ne vuoi 263? Allora noi te ne chiediamo 440”. In questo contesto, i 60.000 euro di oggi sono poco più di una scaramuccia. Ma raccontano bene il clima: tra uno dei giocatori più forti del mondo e uno dei club più ricchi, la resa dei conti è ancora lontana.