Mazzola e la finale di Messico 70: “Eravamo distrutti dopo Italia-Germania 4-3, alcuni pisciavano sangue”
I ricordi del Corriere della Sera: "La staffetta con Rivera nacque per un mio mal di stomaco. Il doppio doping di Herrera: quello con le pasticche e quello psicologico"

1973 archivio Storico Image Sport / Italia / Sandro Mazzola-Enzo Bearzot / foto Aic/Image Sport
Mazzola e il doppio doping di Herrera
La morte di Sandro Mazzola. Bandiera non solo dell’Inter, della Grande Inter. Ma del calcio italiano e di un’epoca dell’Italia.
Oggi Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera ripercorre la vita di Sandro attraverso un’intervista che gli concesse.
Ricorda Herrera e quello che lui definisce doping psicologico (ma praticava anche quello con le pasticchine).
“”Il vero doping di Herrera era psicologico”. Il Mago entrava nello spogliatoio e diceva: oggi si vince facile, quelli non sono nessuno, il terzino è lento, il mediano è un brocco… “Prima della finale del 1965 con il Benfica ci convinse che Eusebio, uno che ha segnato più di 700 gol, fosse una pippa”. Fatto sta che l’inter visse pure quella Coppa dei Campioni”.

La staffetta con Rivera ai Mondiali del Messico.
“Fu allora che nacque la staffetta con Rivera. «Prima dei quarti con il Messico ebbi problemi di stomaco: la vendetta di Montezuma. Concordai con Valcareggi che avrei giocato solo un tempo. Però nella semifinale con la Germania stavo bene. Quando alla fine del primo tempo mi lasciò negli spogliatoi gettai le scarpette, dissi brutte parole». Con il Brasile invece giocò tutta la partita. “Nell’intervallo mi stavo già cambiando, ma il ct mi fermò: “Cosa fa? Decido io chi gioca e chi no. Ora lei rientra in campo””. Valcareggi dava del lei ai suoi giocatori. Mazzola era convinto che con 24 ore di riposo in più quella finale si poteva vincere. “Eravamo distrutti. Alcuni pisciavano sangue””.