Manchester City, Mancini avrebbe ricevuto due milioni per consulenze ad Abu Dhabi
Il Telegraph ricostruisce la vicenda. Il ct della Nazionale avrebbe percepito ulteriori soldi per consulenza tra il 2009 e il 2013. Alla vigilia di Turchia-Italia ha dichiarato: "Non è un problema che riguarda me. Il City non è colpevole e sul doppio contratto non è un problema mio, ma loro semmai".

Mg Roma 25/09/2026 - Nations League / Italia-Belgio / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Roberto Mancini
Il Manchester City è stato dichiarato colpevole di 114 accuse (su 115) riguardanti la violazione del fair play finanziario. Il Telegraph ha ricostruito la vicenda partendo da 23 anni fa, quando iniziarono ad affermarsi le super potenze economiche inglesi.
Manchester City e Chelsea diventano le super-potenze inglesi
Nel 2003 arrivò al Chelsea Roman Abramovich e il vicepresidente dell’Arsenal, David Dein, fece capire che all’epoca non esistevano regole che disciplinassero la spesa dei club:
I club potevano fare quello che volevano, indipendentemente da quanto guadagnassero, da chi li finanziasse o da quanto potessero permettersi i loro principali rivali. Poi entrò in scena l’Abu Dhabi United Group dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan che, nel giro di un giorno, nel settembre 2008, non solo acquistò il Manchester City, ma stabilì anche il record britannico per un trasferimento con l’attaccante brasiliano Robinho. Le tre grandi potenze tradizionali del calcio inglese rimasero in gran parte spiazzate.
Nei 22 anni trascorsi dal 2004, Manchester United, Liverpool e Arsenal hanno conquistato complessivamente il titolo di Premier League soltanto sette volte, e cinque di queste vittorie risalgono a più di dieci anni fa. Nello stesso periodo, Manchester City e Chelsea hanno vinto il campionato 13 volte, di cui otto conquistate dal City.
L’introduzione delle regole finanziarie simili a quelle Uefa arrivò nel 2009 per proteggere la sostenibilità finanziaria, eseguite poi dalla stagione 2013-14 con la Psr, che fissavano a 105 milioni di sterline (circa 122 milioni di euro) il limite delle perdite consentite nell’arco di tre stagioni.

Coinvolto anche il ct italiano Mancini
Continua il Telegraph:
Oltre al suo contratto annuale da 1,45 milioni di sterline (1,6 milioni di euro) con il Manchester City, l’ex allenatore Roberto Mancini avrebbe ricevuto 1,75 milioni di sterline (circa 2 milioni) per attività di consulenza presso un club con sede ad Abu Dhabi.
Mancini ha dichiarato in conferenza stampa alla vigilia di Turchia-Italia: “Non credo che il Manchester City sia stato giudicato colpevole, anzi. Non è un problema che riguarda me, ma non è una cosa nuova. Il Manchester City non è colpevole e sul doppio contratto non è un problema mio, ma loro semmai“.
Il City è stato specificamente accusato di non aver fornito informazioni accurate sui pagamenti a giocatori e allenatori per il periodo dal 2009-10 al 2017-18, secondo l’elenco delle accuse presentate dalla Premier League. I ricavi aumentarono notevolmente; nel 2007-08 il club era al 20esimo posto tra i club più ricchi del mondo. Nel 2020-21 era invece in cima alla classifica. Il City concludeva inoltre regolarmente accordi di sponsorizzazione con aziende con sede ad Abu Dhabi, in particolare le partnership avviate nel 2009 con Etihad, la compagnia aerea nazionale degli Emirati Arabi Uniti, ma anche con società come la finanziaria Aabar.
Nel 2014 la Uefa avviò le prime indagini sul club iper presunte violazioni del fair play finanziario (Ffp) e agli inglesi toccò pagare, attraverso un accordo, 20 milioni di euro per limitazioni su trasferimenti e spesa. Intanto, negli anni di Pep Guardiola continuavano ad accumulare trofei. Fu nel novembre 2018 che il Der Spiegel pubblicò la serie di accuse contro il City, basate sui documenti di Football Leaks. Per più di sei anni la squadra rimase sotto il controllo di indagini, fino a quando nel 2024 non denunciò il sistema delle “parti associate” Apt (quando il Newcastle divenne un club di proprietà saudita) su decisioni riguardanti accordi di sponsorizzazione, tra cui quello con Etihad.
Il Telegraph conclude la vicenda:
Le posizioni in Premier League si divisero e il campionato cercò di modificare le proprie regole sulle Apt; l’opposizione del City fu sostenuta da Newcastle, Aston Villa e Nottingham Forest. In attesa di un eventuale ricorso, la fine è finalmente in vista. Resta profondamente incerto se, a quel punto, qualcuno farà un passo indietro.