Malagò salvato sull’eleggibilità: la Procura FIGC verso l’archiviazione

La Procura Federale chiude l'inchiesta sul tesseramento di Malagò con la richiesta di archiviazione. Un'interpretazione già usata per Gravina e Abete, che toglie il rischio-decadenza alla vigilia della Nations League.

Malagò salvato sull’eleggibilità: la Procura FIGC verso l’archiviazione

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Il caso sull’eleggibilità di Malagò alla presidenza della FIGC è vicino alla chiusura. Il capo della Procura Federale, Giuseppe Chinè, sta per proporre alla Procura generale del Coni l’archiviazione dell’indagine sul mancato tesseramento del numero uno federale, togliendogli di dosso la spada di Damocle dell’ineleggibilità.

Perché Malagò resta al suo posto alla FIGC

Il nodo è l’articolo 29, comma 1, dello Statuto federale: possono essere eletti alle cariche coloro che sono “in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura“. Chinè ha interpretato quella formula non come obbligo di possesso materiale della tessera, ma come rispetto delle prescrizioni per chi è già in possesso di un titolo federale. In pratica, pur non risultando iscritto con il modulo S400 al momento della candidatura — assenza documentale accertata — Malagò, eletto il 22 giugno, ha potuto correre regolarmente.

Un film già visto: i precedenti Gravina, Abete e Taucer

Non è una novità assoluta: lo stesso schema aveva messo al sicuro il neopresidente Gravina due anni fa, e prima ancora Abete. Il riferimento è alle decisioni di Taucer, allora Procuratore del Coni, che archiviò l’esposto su Gravina con le stesse motivazioni. L’archiviazione, va detto, non è un’assoluzione di merito su un’irregolarità contestata, ma la conferma di un’interpretazione ormai consolidata.

I ricorsi Miele e perché sono caduti

Tutto era partito dai ricorsi dell’avvocato Renato Miele, ex calciatore della Lazio, escluso dalla corsa perché privo del sostegno di una componente federale (articolo 24). Miele aveva impugnato la propria non ammissione ma anche quelle di Malagò e Abete, sollevando il tema del tesseramento. Tribunale federale, Corte d’appello e Collegio di garanzia del Coni hanno però sempre dichiarato inammissibili quelle parti: non essendo candidato legittimato, Miele non aveva titolo per contestare gli altri.

L’equilibrio che serviva all’Italia di Mancini

Il tempismo non è casuale. Un nuovo caos giudiziario-sportivo avrebbe significato decadenza e vuoto di guida proprio mentre la Nazionale di Mancini torna in campo. Gli azzurri hanno quattro impegni di Nations League in undici giorni: il 25 settembre col Belgio all’Olimpico, il 28 in Turchia a Bursa, il 2 ottobre con la Francia allo Stade de France e il 5 ottobre ancora Turchia al Dall’Ara. Togliere il rischio-procedimento dalla testa di chi guida la federazione, alla vigilia di un percorso tecnico appena avviato, protegge la continuità. Malagò resta al suo posto: la FIGC, almeno su questo fronte, può concentrarsi sul campo.