La figuraccia della Serie A che prova a lucrare sui “true data” delle scommesse, il Monopolio di Stato si arrabbia
Lo spot (imbarazzante) mandato in onda questa giornata ha fatto infuriare l'Agenzia delle Dogane: "E' una promozione illegale del gioco e rischia di portare l'utenza su piattaforme non sicure"

Db Riad (Arabia Saudita) 06/01/2025 - finale Supercoppa Italiana / Inter-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Luigi De Siervo.Ezio Simonelli
Ad un certo punto â lâhanno notato in molti â prima dopo e durante lâultima giornata di campionato è spuntata in tv questa campagna della Lega Serie A:
Non đŽđđ˘đĽđ˘đłđłđđŤđ dati non ufficiali #SerieATrueData pic.twitter.com/thF0bk4MQo
â Lega Serie A (@SerieA) August 28, 2026
Va inserita stilisticamente nel filone no-pezzotto, con i âpiratiâ ritratti sempre criminali prossimi galeotti un poâ Gambadilegno che non sfuggirĂ a Manetta. In questo caso il tema è âTrue dataâ. La prima reazione di chiunque davanti alla tv si può riassumere in âeh?!â. Il nostro campione era minuscolo, ma supponiamo rappresentativo. La spiegazione piĂš dritta lâabbiamo trovata su Dagospia: in pratica ânon potendo guadagnare direttamente con le scommesse (teoricamente la pubblicitĂ del betting è vietata), la lega calcio aggira il problema con la campagna âtrue dataâ: invita le piattaforme di betting e gli scommettitori a utilizzare solamente i dati âveriâ, cioè quelli ufficiali â un tentativo un poâ smaccato di prendersi una fetta dellâunico business legato alla serie a che ancora rende. Solo che lo spot sembra un invito a giocareâ.
Dagospia se ne occupa perchĂŠ quello spot â abbastanza naĂŻf, per non dire altro â ha imbarazzato e fatto incazzare lâAgenzia delle Dogane e dei monopoli. Insomma: lo Stato. E peraltro non è la prima volta che le iniziative super-legalitarie della Lega mettono nei guai lo Stato.
Non è la prima volta che la Serie A inguaia lo Stato
Il comunicato dellâAgenzia non ci gira attorno: scrivono che la campagna âmanda un messaggio errato, fuorviante e, potenzialmente, foriero di danni alle entrate erariali legate alla raccolta del gioco pubblico da parte dei concessionari di Statoâ, âcon il malinteso obiettivo di difendere lâautenticitĂ del dato statistico relativo alle partiteâ.
âIl claim finale della campagna, infatti, recita âSe i dati non sono ufficiali, la tua scommessa è meno sicuraâ ingenerando nellâutenza dubbi sulla sicurezza, liceitĂ e correttezza delle scommesse pubbliche. La campagna, inoltre, paradossalmente, creando una immediata consequenzialitĂ fra telecronaca della partita di calcio e scommessa, costituisce una indiretta promozione del gioco, vietata dalla legge, su cui vigila lâAutoritĂ per le Garanzie nelle Comunicazioniâ.

âLâAgenzia delle Dogane e dei Monopoli sottolinea che tutte le scommesse offerte sul territorio nazionale dai concessionari, ai quali sono attribuite dallo Stato specifiche funzioni di gestione e controllo del gioco legale, sono assolutamente sicure e certificate, in quanto raccolte sotto la vigilanza dellâAgenzia, unico soggetto in Italia deputato al controllo e alla regolamentazione del gioco pubblico. I risultati dei singoli eventi sportivi su cui vengono raccolte le scommesse pubbliche sono poi certificati dai concessionari sulla base di dati pubblici ufficiali e delle piĂš importanti e rigorose fonti dâinformazione. Le funzioni di controllo della legalitĂ delle scommesse spettano, dunque, esclusivamente allâAgenzia delle Dogane e dei Monopoli che esercita le proprie prerogative attribuitegli dalla legge e non delegabili nĂŠ assumibili da alcun ente organizzatore privatoâ.
Quello spot difficilmente lo rivedremo
âMettere in dubbio la sicurezza delle scommesse pubbliche offerte da tutti i concessionari di Stato (e solo da loro) ingenera confusione e incertezza nellâutenza con il rischio di danni per lâintero sistema concessorio e, quindi, per lâerario e determina la percezione di un parallelismo fra gioco non sicuro e gioco illegale, con un possibile spostamento dellâutenza verso piattaforme di raccolta di gioco irregolariâ.
Il comunicato si chiude con un avvertimento: âlâAgenzia, per il proprio ruolo istituzionale di garante della legalitĂ , agirĂ nelle sedi opportune per richiedere lâinterruzione della campagnaâ.
Non ci fa una bella figura, lâintegerrima Serie A.