Chivu: “Sono un grandissimo estimatore di Allegri, anche se qualcuno può metterlo in dubbio”

In conferenza: "La sconfitta col Napoli di Conte? Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso e ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo di aver subito e abbiamo smesso di giocare nel secondo tempo. Ma abbiamo imparato dai nostri errori"

Chivu: “Sono un grandissimo estimatore di Allegri, anche se qualcuno può metterlo in dubbio”

Db Milano 08/03/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu

L’allenatore dell’Inter, Chivu presenta in conferenza la sfida contro il Napoli di Allegri al Meazza

Inter-Napoli, la conferenza di Chivu

Domani c’è Inter-Napoli, arriva dopo due vittorie

La squadra è fiduciosa, ha lavorato bene. Abbiamo avuto un buon inizio dove abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre caratteristiche. Sappiamo tutti quanto è forte il Napoli e che noi dobbiamo onorare al meglio questo tipo di partita”

Cosa ha rappresentato per lei l’addio di Ausilio?

“Piero per me è un amico prima di un professionista. Ho avuto onore e piacere di condividere con lui tanti anni e trofei. Nel calcio di oggi è un’eccezione che sia rimasto tanti anni in una società e bisogna ringraziarlo. Ieri è stata una giornata emozionante per salutarlo e ringraziarlo”

Pensi che quest’anno la gestione delle risorse possa diventare un fattore importante?

“È una caratteristiche che un allenatore deve avere consapevole del fatto che non è mai semplice accontentare tutti. Su 25 ogni domenica solo 11 possono essere felici, ma io credo nell’unità del gruppo. La bravura sta nel gruppo e nell’andare nella stessa direzione consapevoli che tutti av ranno la propria possibilità perché la stagione è lunga”.

Il napoli ha Allegri che l’anno scorso vi ha battuto negli scontri diretti l’anno scorso

“Io sono uno di quelli che ha un altissimo apprezzamento per Allegri anche se qualcuno può mettere in dubbio quello che rappresenta. Non mi deve ricordare che l’anno scorzo contro di lui non abbiamo vinto, lo abbiamo accettato, è una maratona di 38 partite e alcune si possono perdere anche se fa male. Dobbiamo fare del nostro meglio. Non giocano gli allenatori, giocano le squadre per come sono preparate e per le ambizioni che anno e sia noi che il Napoli abbiamo le giuste motivazioni”

Con Monza e Cagliari si è visto un Inter molto agile in attacco più che in difesa

Nel calcio la prevenzione è importante, non credo di aver subito più di tanto con Monza e Cagliari, abbiamo saputo leggere determinati momenti. Ovvio che c’è da migliorare ma abbiamo grandi difensori che sanno quando sbagliano. La bellezza del calcio è questo, non bisogna esagerare pretendendo spettacolo e puntando troppo su piccoli errori che ci sono. Questa è la mia idea di calcio, a volte subiremo, a volte sbaglieremo, l’importante è avere il coraggio di andare a fare determinate partite col sorriso”.

Questo è il primo scontro diretto

“Ma quali sono gli scontri diretti? Per tradizione e storia o contro chi è finita nei primi 4? Milan e Juve non sono più scontri diretti? Se parliamo di tradizione anche il Como lo è. per me gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi con l’ultima in classifica”

È una partita particolare per l’Inter?

“Ho imparato rispetto all’anno scorso. Per noi tutte le partite sono importanti, anche quando si affronta l’ultima perché siamo consapevoli che si può perdere, ma l’importante è come reagisci. Giochiamo contro una squadra forte e rispettiamo il nostro avversario. Sappiamo che dopo la sconfitta della settimana scorsa verrà a far capire come ha vinto due scudetti in tre anni”

L’anno scorso il Napoli di Conte vi ha battuto

“L’anno scorso la partita a Napoli è quella che ci ha dato più stimoli nel correggere i nostri errori sopratutto nel gestire l’ingiustizia. Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso e ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo di aver subito e abbiamo smesso di giocare nel secondo tempo. Ma abbiamo imparato dai nostri errori perché dopo abbiamo vinto. A me interessava quello. Poi sappiamo che non è mai giusto paragonare le partite perché cambiano un sacco di cose. Quello che vogliamo è essere competitivi”

Cosa vuoi rivedere di quello che hai visto contro Monza e Cagliari

Voglio cercare di essere dominanti, propositivi, imparare dagli errori, non farsi prendere dalla frenesia, non farsi prendere dagli errori che ci possono essere. Sono sempre le solite cose che questa squadra ha. Io non cerco perfezione, ma progressi. Pretendo di più domani? Sono sicuro che i miei giocatori sono consapevoli e lo faranno vedere”

Ti piace questo nuovo modo di arbitrare?

La nostra squadra si allenata nel mantenere un’intensità alta e non subire troppe pause. A me piace e piace credo a tutti perché aumentare di 5 minuti il tempo effettivo non è poco. Bisogna continuare a questo livello, le regole sono fatte per questo e si vedono i miglioramenti da una giornata all’altra”

Dopo il Cagliari ha parlato di ruggine per chi aveva fatto il Mondiale

“Sono passati 4 giorni e 4 allenamenti, ovvio che stanno meglio, ma a volte queste sono scuse dell’allenatore perché ha paura che si facciano male”

L’anno scorso abbiamo visto Inter dominante con baricentro alto, con il Napoli di Allegri userete questo modo di scendere in campo?

Allegri è talmente bravo che preparerà entrambe le situazioni perché ha una certa esperienza. Noi dobbiamo mantenere la nostra identità, la determinazione e il coraggio, quello non lo voglio mai perdere. Questa squadra ha un’identità precisa e non vogliamo perderla”

Sulla formazione di domani

“Non lo so, non so mai la formazione. Ho i miei dubbi. Siccome ho 25 ragazzi tutti bravi e forti le scelte le fanno all’ultimo. Io voglio che i miei ragazzi si sentano tutti importanti, questo è il mio modo di fare, so che a volte non piace, forse danneggerò i miei calciatori, però continuerà su questa linea”.

Perché non è stato lei il miglior allenatore della Serie A?

“È una domanda difficile. Mi congratulo con Fabregas perché è un grande allenatore, dal mio punto di vista merita. Io ho delle anomalie che non mi permettono di penare al mio ego. Vedere i miei giocatori felici è la cosa più importante e mi riempie di orgoglio. Io lavoro per loro. Poi io non baratto mai un titolo individuale per un trofeo”

Che stagione sarà per Pio Esposito?

Non è il Pio dell’anno scorso, io spero in meglio. Pio ha un anno alle spalle con noi in cui ha fatto molto, è stato abbastanza non lo so, ma ha fatto. Auguro ai miei attaccanti di far vedere chi sono e di capire quanto sono importanti per la nostra squadra”