Il ritorno al 4-3-3 di Allegri, per accontentare presidente e giocatori, non sta funzionando

Repubblica scrive che con il 3-4-2-1 Conte aveva trovato un assetto più prudente, che aveva fatto restare il Napoli nelle prime posizioni.

Il ritorno al 4-3-3 di Allegri, per accontentare presidente e giocatori, non sta funzionando

Db Milano 10/05/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Atalanta / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri

Allegri 4-3-3, un ritorno che comincia a mostrare il conto. Dopo le due sconfitte con Como e Inter, scrive Marco Azzi su Repubblica, il tecnico è “troppo esperto per derubricare i passi falsi alla voce sfortuna”. Gli azzurri, in entrambe le gare, hanno pagato a caro prezzo la fragilità del reparto arretrato, che con la perdita di Buongiorno e il ritorno al 4-3-3 non sembra all’altezza per competere ad alti livelli.

Allegri 4-3-3, l’operazione nostalgia voluta da presidente e spogliatoio

Secondo il quotidiano, la scelta del modulo nasce da lontano. Max, al suo arrivo, ha subito recepito il desiderio di Aurelio De Laurentiis e dello spogliatoio di rispolverare il sistema più amato a Castel Volturno:

“Cedendo a un’operazione nostalgia che è figlia anche della voglia dei giocatori di divertirsi in campo, dopo le ultime stagioni vissute quasi sempre in trincea. Il rovescio della medaglia è però la perdita degli equilibri che Conte aveva trovato grazie a un assetto più prudente: il 3-4-2-1, con cui la squadra era riuscita a restare saldamente ai vertici nonostante la continua emergenza.”

Il tridente è un lusso sostenibile?

Da qui la domanda che Repubblica pone senza giri di parole: il tridente — e un centrocampo diventato ancora più leggero per l’assenza di McTominay — sono lussi sostenibili per una difesa impoverita nei singoli dal rientro alla base di Rafa Marin e dall’arrivo di Badiashile, “fermo nella sostanza da troppo tempo e gettato nella mischia a Milano con conseguenze disastrose”? I 5 gol subiti contro Como e Inter sono un monito da non ignorare, e Allegri lo ha subito fatto presente ai giocatori dopo la beffarda sconfitta di San Siro.

Dietro l’angolo l’Arsenal: attenzione alla “battaglia aperta”

Il tempo per le correzioni, però, è pochissimo. Dietro l’angolo c’è la super sfida di Champions League di dopodomani al Maradona (ore 21) con l’Arsenal. E, avverte Azzi, accettare la battaglia in campo aperto pure contro gli inglesi “si potrebbe rivelare un suicidio”.

“Perseverare negli errori può diventare presto diabolico”

Il quadro, del resto, è quello di un Napoli che dopo tre giornate è scivolato in basso, nel lato destro della classifica. E persino il rilancio di De Bruyne tra i titolari in Europa, spiega Repubblica, non va letto come un ritorno al pragmatismo di cui gli azzurri avrebbero viceversa probabilmente bisogno in questo momento. Le riflessioni sono in atto alla ripresa degli allenamenti a Castel Volturno. Perché, chiosa Azzi con un monito che pesa come una sentenza, “perseverare negli errori può diventare presto diabolico”.