Lo sfogo di Allegri potrebbe essere controproducente, il problema dei calciatori del Napoli non è la scarsa volontà
Repubblica precisa che Allegri ha capito come passare dalla carota al bastone potrebbe non bastare per risolvere la partenza ad handicap.

Napoli's Scottish midfielder #06 Billy Gilmour passes the ball during the Italian Serie A football match between Fiorentina and SSC Napoli at the Artemio Franchi stadium in Florence, on September 20, 2026. (Photo by Filippo MONTEFORTE / AFP)
Il Napoli di Allegri ha un problema, ma per Repubblica non è quello che sembra. La sfuriata negli spogliatoi del Franchi è stata una reazione istintiva alla delusione del pareggio con la Fiorentina; il punto, però, è che alzare la voce potrebbe non essere la soluzione. Ecco l’analisi del quotidiano, riportata fedelmente.
Il Napoli di Allegri: perché non è una questione di volontà
“La sua sfuriata contro la squadra negli spogliatoi dello stadio Franchi, a caldo, è stata una reazione istintiva e figlia della grande delusione per il pareggio contro la Fiorentina, che ha fatto sprofondare il Napoli a -6 dalla zona scudetto e a -5 da quella Champions. Distacchi già extra large e molto preoccupanti, dopo appena 5 giornate di campionato. Massimiliano Allegri si aspettava un inizio decisamente migliore e l’ha fatto presente nella maniera più brusca possibile ai giocatori, a cui aveva oltretutto già rivolto qualche critica dopo la sofferta vittoria con il Bologna. Ma la scossa continua a tardare e non è bastato picchiare i pugni contro i muri per suscitare una reazione positiva da parte del gruppo, che mostra preoccupanti segnali di logorio, stanchezza psicofisica e appagamento: riconducibili alla sua età media elevata e in parte di conseguenza strutturali. Non è insomma una questione di scarsa volontà e per questo passare dalla carota al bastone potrebbe non bastare, se non essere addirittura una mossa controproducente. Ecco perché la lunga sosta della serie A arriva al momento giusto per il tecnico livornese, che adesso ha a sua disposizione tre settimane per ritrovare la calma, riordinare le idee e scegliere una strada differente per correre ai ripari. C’è ancora tutto il tempo per riprogrammare la stagione azzurra su altre basi, a dispetto dell’amarezza e delle forti tensioni interne per la partenza a handicap, da resettare in fretta.”
Una lettura che si intreccia con quanto già raccolto: la furia di Allegri nello spogliatoio, il parallelo con la crisi di dieci mesi fa (“Allegri come Conte”), la delusione del tecnico dopo Firenze e la bocciatura tecnica di Adani. Il messaggio di Repubblica, però, sposta l’accento: il nodo non è la voglia, ma il logorio di una rosa anziana. E il bastone, da solo, rischia di non servire.