Allegri è rimasto deluso dal Napoli

Ha gattusianamente parlato di veleno. Probabilmente si aspettava un’altra ferocia, un altro spirito di gruppo. Continua ad avere fiducia in questo gruppo, c'è bisogno che ci credano anche i calciatori

Allegri è rimasto deluso dal Napoli

Napoli's Italian head coach Massimiliano Allegri looks on during the Italian Serie A football match SSC Napoli vs Bologna FC 1909 at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on September 13, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)

Le parole di Allegri subito dopo Fiorentina-Napoli, sono state le parole di un allenatore deluso. Altrimenti non sarebbe andato a Dazn a dire: “Se oggi non usciamo dal campo arrabbiati, non va bene”. Come se non avesse visto la giusta reazione nemmeno al fischio finale.

La verità è che non se l’aspettava. A Firenze si aspettava un Napoli diverso. Determinato. Finalmente in carreggiata. Pronto a tutto per conquistare la vittoria su un campo – diciamolo – oggi tutt’altro che impossibile. Sì ha usato l’infelice termine gattusiano del veleno. Il senso è chiaro. Una squadra vera ieri a Firenze avrebbe portato a casa il risultato. Avrebbe chiuso la Fiorentina nella propria area fino a trovare la rete decisiva.

Allegri sapeva che la rosa era logora ma si può essere logori e feroci

Invece Allegri si è ritrovato il Napoli con le solite amnesie, con i soliti alti e bassi. Ovvio che la responsabilità sia anche sua. Ma probabilmente si aspettava molta più ferocia da un gruppo che ha conquistato due scudetti negli ultimi quattro anni e che nel recente biennio ha chiuso una volta al primo e una volta al secondo posto. Allegri era convinto di trovare a Napoli un’altra base di partenza. Un senso condiviso del sacrificio.

Gilmour Napoli

È come se Allegri avesse trovato una situazione che mai si sarebbe aspettato. Se n’è reso conto quasi subito. A cominciare dai due gol regalati al Como. Passando per i tre di San Siro. Ha iniziato a lavorarci. A tappare i buchi. Ma la cattiveria, la ferocia agonistica, quelle pensava di trovarle come base. Concepisce l’allenatore non come un manovratore di calciatori a mo’ di joystick. L’allenatore dà l’indirizzo, poi sono i calciatori in campo che devono essere in grado di andare oltre.

I risultati raggiunti

Sapeva che la rosa era logora. Ma si può essere logori e al tempo stesso avere la medesima voglia di primeggiare. Ciononostante Allegri in poche settimane qualche risultato lo ha portato a casa. Ha reso Rafa Marin un calciatore affidabile. Gilmour si è già preso il centrocampo. Ha lanciato Favasuli. Ha lavorato su tutti. A Lucca e a Lang ha dato lo spazio che i due hanno denunciato di non aver avuto in passato. Eppure fin qui le risposte non sono state all’altezza. Certamente ricordava Anguissa decisamente diverso. È un calciatore che ha sempre stimato. Deve averlo lasciato senza parole vedere il centrocampista rallentare appena due minuti dopo essere entrato in campo.

Allegri ha regalato occasioni praticamente a tutti. Quei pochissimi che sono rimasti fuori, è perché erano infortunati. Con Allegri hai sempre una chance. Ma devi sfruttarla. Devi mostrare quell’ardore, quella voglia di spaccare tutto che contraddistingue Favasuli.

Al di là dei singoli, è forse lo spirito di gruppo che più lo ha spiazzato. La delusione nel post-partita di Firenze era evidente sia nel volto sia nel tono della voce del tecnico livornese. Il Napoli è ancora alla ricerca di sé. Ma non ha molto tempo. Adesso ci sono tre settimane di sosta, dopodiché si ripartirà e non ci saranno più pause per fare autocoscienza. O scatta la chimica, o i calciatori ritrovano quella voglia di andare oltre, oppure diventa complicato. Dopo la sosta, non ci saranno più occasioni per dire che i problemi vanno risolti al più presto. Vanno risolti e basta. Allegri ci crede. Ha una fiducia quasi cieca in questa rosa, pur conoscendone i limiti. È convinto che il Napoli possa dare tanto e raggiungere risultati di rilievo. C’è bisogno che se ne convincano anche i calciatori.