Politano paga due anni di sacrifici su e giù per la fascia: non è più brillante

Nessuna bocciatura, per carità. Ma la vittoria col Bologna certifica un cambio nell'ordine delle punte esterne: la fame di Favasuli e la voglia di rivincita di Lang hanno preso il sopravvento, mentre a Politano manca la lucidità proprio dove ha sempre fatto la differenza.

Politano paga due anni di sacrifici su e giù per la fascia: non è più brillante

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Matteo Politano

C’è un dato che la vittoria del Napoli sul Bologna ha messo nero su bianco: il momento no di Politano. Nessuna bocciatura, ci mancherebbe — piuttosto la consapevolezza che, a oggi, tocca lasciare il campo a chi ha di più nelle gambe. E lì davanti, sulle corsie, è arrivata la spinta di due volti nuovi.

Il momento no di Politano: mancano lucidità e ultimo passaggio

Matteo Politano non sta attraversando un periodo brillante. Le scorie di due anni di sacrifici, su e giù per la fascia a fare il lavoro sporco per la squadra, si fanno sentire: così viene a mancare spesso la lucidità nell’ultimo passaggio, proprio quello dove da sempre l’esterno azzurro sa fare la differenza. Non è un problema di applicazione — quella non gli è mai mancata — ma di benzina e di brillantezza nella giocata decisiva.

Favasuli e Lang, il primo successo di Allegri al Maradona

A regalare a Massimiliano Allegri il primo successo al Maradona, rianimando il Napoli contro il Bologna, ci hanno pensato Costantino Favasuli e Noa Lang: grinta, cattiveria agonistica, la gamba che andava forte e nessuna paura. Questione di fame, nel caso di Favasuli, e di voglia di rivincita per Lang; soprattutto, la capacità di giocarsi le carte giuste al momento giusto, per ribaltare le gerarchie e guadagnarsi minuti e fiducia. Una scossa che il Napolista aveva colto già a caldo, con Favasuli finito nel motore della squadra, e che i tabellini di quel Napoli-Bologna hanno certificato.

Vergara ancora in cerca della mattonella giusta

In questa corsa a rimescolare le carte c’è anche Antonio Vergara, che di qualità e imprevedibilità ne ha da vendere ma è ancora alla ricerca della mattonella giusta dove incidere con più costanza. Il quadro, insomma, è quello di un reparto offensivo in fermento, dove nessun posto è garantito e la concorrenza premia chi corre di più — un tema che accompagna tante storie di questa piazza e che, tra un’attualità e l’altra, torna a intrecciarsi con le vicende di chi il calcio lo vive altrove.

Per Politano, campione d’Italia e uomo-simbolo delle ultime cavalcate azzurre, non è un processo: è un avviso. Il talento e il mestiere restano, ma per riprendersi la fascia servirà ritrovare la brillantezza smarrita. Perché, alla fine, contano sempre e solo i minuti e i tre punti.