Buonfiglio esce allo scoperto, vuole il commissariamento della Figc

Dietro i "caro Luciano" e i "caro Giovanni" di facciata, dalla Giunta di ieri è uscito un dato chiaro a tutti: il Coni chiederà al proprio Consiglio Nazionale di votare la messa sotto tutela della Federcalcio. Ogni decisione, però, dopo Italia-Turchia.

Buonfiglio esce allo scoperto, vuole il commissariamento della Figc

Dc Roma 22/06/2026 - Assemblea elettiva FIGC / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Il calcio italiano rischia di finire sotto tutela: verso il commissariamento della Figc si muove ormai apertamente il Coni. Dietro le schermaglie diplomatiche e i sorrisi tirati ai cronisti all’uscita di Palazzo H, racconta il Corriere della Sera, al termine della Giunta di ieri un elemento sarebbe chiaro a tutti: il Comitato olimpico chiederà al suo Consiglio Nazionale di votare il commissariamento della Federcalcio. Una decisione che appare inevitabile alla luce delle tre pagine lette dal presidente Luciano Buonfiglio ai membri di Giunta e allo stesso Malagò, presente di diritto come membro Cio.

Il commissariamento della Figc e il nodo del tesseramento

Il cuore della questione resta il mancato tesseramento di Malagò al momento della candidatura. Queste le parole attribuite a Buonfiglio:

“Alla luce di quanto riconosciuto dallo stesso Procuratore Generale Ugo Taucer, risulta incontestabilmente accertato che il dott. Malagò non fosse tesserato al momento della presentazione della candidatura.”

Il presidente del Coni avrebbe precisato che, “qualora la Figc avesse inteso consentire di prescindere dal possesso di questo requisito soggettivo, avrebbe dovuto prevederlo espressamente, come avviene per i componenti degli organi di giustizia e per i revisori dei conti”. E avrebbe ricordato che, nell’archiviare il procedimento a carico di Renato Miele — che aveva fatto ricorso contro Malagò — il procuratore Taucer aveva evidenziato “la veridicità di quanto da lui sostenuto circa la mancanza del requisito del tesseramento”.

La conclusione: “Principi fondamentali violati”

La chiusura del testo lascerebbe poco spazio alle interpretazioni. Secondo la ricostruzione del quotidiano, Taucer avrebbe ribadito che il possesso di un tesseramento valido deve costituire un requisito di candidabilità o eleggibilità per gli organi federali, sia elettivi sia di nomina, e che la Figc, pur avendo formalmente recepito i principi fondamentali del Coni, non li avrebbe concretamente applicati al caso. Da qui la conclusione:

“Tali principi fondamentali appaiono, pertanto, essere stati violati.”

Da giorni Buonfiglio ricorda di essere, come presidente Coni, un pubblico ufficiale, la stessa qualifica dei membri di Giunta e Consiglio che voteranno pro o contro il commissariamento, previsto in caso di gravi irregolarità nella gestione o gravi violazioni dell’ordinamento sportivo. È l’ultimo capitolo di un braccio di ferro che il Napolista segue da tempo, tra gli intrecci di potere che, dietro le quinte, muovono ben più delle cronache di panchina.

La difesa di Malagò e i tempi: tutto dopo il 5 ottobre

Ora toccherà alla Giunta proporre al Consiglio Nazionale di votare il commissariamento, e a Malagò difendersi in quella che il Corriere definisce forse l’impresa più difficile della sua carriera. I tempi, però, saranno dilatati: ogni decisione verrà presa dopo Italia-Turchia del 5 ottobre, per non turbare il cammino degli azzurri in Nations League. A fine Giunta, lo stesso presidente federale ha voluto smorzare i toni:

“Ho molto apprezzato la relazione di Buonfiglio, che io ho solo integrato con delle mie considerazioni: non perché ci fossero cose non vere, ma ho aggiunto alcuni elementi che magari mancavano.”

Sullo sfondo, nessuna novità invece — riferisce il quotidiano — sui possibili commissariamenti di due federazioni finite nella bufera per fatti ben più gravi di quelli del calcio: la Danza sportiva di Laura Lunetta, su cui pende un’imponente inchiesta penale, e gli Sport equestri di Marco Di Paola, vicepresidente del Coni, dopo un rapporto dei Carabinieri che avrebbe indicato possibili irregolarità. Anche qui, va ricordato, valgono la presunzione d’innocenza e il rispetto delle indagini in corso. Come sempre, nel frattempo, il pallone continua a rotolare in campo, dove contano soltanto i risultati e i tre punti.