Il caso Bari slitta a ottobre: l’udienza sulla liquidazione giudiziale rinviata di tre settimane

Rinviata al 1° ottobre l'udienza fissata al Tribunale di Bari: la Procura vuole approfondire le carte depositate dalla società della famiglia De Laurentiis, oggi in Serie C.

Il caso Bari slitta a ottobre: l’udienza sulla liquidazione giudiziale rinviata di tre settimane

Mg Dimaro 22/07/2025 - amichevole / Napoli-Arezzo / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Nuovo capitolo nell’inchiesta De Laurentiis-Bari: è stata rinviata al prossimo 1° ottobre l’udienza sulla richiesta di liquidazione giudiziale del Bari, il club controllato dalla famiglia De Laurentiis e retrocesso in Serie C la scorsa stagione. L’appuntamento, in programma oggi davanti alla sezione fallimentare del Tribunale, slitta di tre settimane per consentire alla Procura di approfondire la documentazione prodotta dalla difesa.

Inchiesta De Laurentiis-Bari: le accuse e i numeri

Parallelamente al procedimento fallimentare, Luigi e Aurelio De Laurentiis risultano indagati dalla Procura di Bari per ipotesi di bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali, queste ultime in relazione al bilancio 2024 della società. Vale, come sempre in questi casi, la presunzione d’innocenza: si tratta di ipotesi di reato, non di condanne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti — coordinati dal procuratore capo Roberto Rossi con gli aggiunti Ciro Angelillis e Stefano Milto De Nozza — sarebbero emerse perdite sistemiche per circa 30 milioni di euro tra il 2019 e il 2025, oltre a un deficit patrimoniale e a una rilevante esposizione debitoria.

Il nodo Caprile

Tra gli elementi al vaglio c’è anche la gestione contabile del club e, in particolare, la cessione del portiere Elia Caprile dal Bari al Napoli nell’estate 2023. Secondo l’accusa, la valutazione di circa 2,2 milioni con cui il giocatore passò tra le due società — entrambe riconducibili a De Laurentiis — non corrisponderebbe al reale valore del cartellino: Caprile è stato poi rivenduto per una cifra molto superiore (intorno agli 8 milioni), plusvalenza che il Bari non avrebbe incassato. Proprio la cessione dell’estremo difensore è, come avevamo raccontato all’apertura dell’indagine, uno dei punti centrali del fascicolo.

La difesa della proprietà

Il fronte De Laurentiis respinge le accuse: la società ha depositato una memoria difensiva contestando alla radice il presupposto della liquidazione, cioè lo “stato di insolvenza”, ritenuto insussistente, e la proprietà si è detta pronta a intervenire con una ricapitalizzazione (“non siamo insolventi”, la linea). Sul nodo Caprile, del resto, i De Laurentiis si sono già detti “esterrefatti”, rivendicando che il valore del portiere fu quantificato con una perizia giurata. Sarà dunque l’udienza del 1° ottobre il prossimo snodo: il Tribunale dovrà valutare da un lato gli elementi alla base della richiesta di liquidazione, dall’altro gli interventi finanziari messi in campo nel frattempo dalla proprietà.