Da Vergara a Zoma: chi sono i nove esordienti di Mancini nella nuova Italia
Roberto Mancini riparte con una lista di 34 giocatori e nove volti nuovi: dalla Premier alla Serie B tedesca, dalla Champions ai primi passi tra i grandi.

Db Dimaro (Trento) 26/07/2026 - amichevole / Napoli-Carrarese / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Vergara
I nove esordienti di Mancini nella nuova Italia raccontano percorsi diversissimi, e per noi spicca un nome su tutti: quello del napoletano Antonio Vergara. Al debutto assoluto in Nazionale maggiore ci sono Massimo Pessina, Daniele Ghilardi, Michael Kayode, Eddy Kouadio, Alessandro Romano, Issa Doumbia, Sebastiano Esposito, Antonio Vergara e Mohamed Alì Zoma — come riporta Fanpage nella sua scheda a firma Vito Lamorte, all’inizio del secondo ciclo di Mancini sulla panchina azzurra.
Vergara, il napoletano tra i nove esordienti di Mancini
Partiamo da casa nostra. Vergara, classe 2003 di Frattaminore, è un prodotto del vivaio del Napoli: entrato a undici anni, si è fatto le ossa in prestito a Pro Vercelli e Reggiana prima di prendersi la prima squadra. Il debutto in azzurro è arrivato nell’agosto 2025 contro il Sassuolo; poi il salto vero, con il primo gol in Champions contro il Chelsea (gennaio 2026) e la rete in campionato alla Fiorentina. Centrocampista mancino adattabile a trequartista o esterno, ha rinnovato col Napoli fino al 2031 ed è tra quelli su cui Mancini punta di più: la sua chiamata era ampiamente annunciata dai suoi numeri e dalla sua mentalità.
Zoma, il caso: bomber di Merate esploso in Germania
Il nome che più ha acceso la curiosità è Mohamed Alì Zoma, punta del 2003 nata a Merate da madre ivoriana e padre burkinabé. Mai passato dalle giovanili italiane, si è imposto all’AlbinoLeffe e poi al Norimberga: 14 gol alla prima stagione tedesca e un avvio 2026-27 fortissimo, con una tripletta alla Dinamo Dresda e il primato provvisorio da capocannoniere della Zweite Bundesliga. Lo allena Miro Klose, e per le sue origini è conteso anche da Costa d’Avorio e Burkina Faso: è la storia che avevamo raccontato quando Mancini lo teneva d’occhio.

Dal portiere Pessina a Esposito: gli altri volti nuovi
Gli altri sei compongono un mosaico che dice bene dove guarda questa Italia. Il più giovane è Massimo Pessina, portiere del 2007 del Bologna, due metri, cresciuto tutta la trafila azzurra giovanile. Daniele Ghilardi, difensore centrale della Roma, è quello con il percorso Under più lungo (dall’Under 17 all’Under 21), passato da Mantova e Sampdoria. Michael Kayode, terzino destro del 2004, è ormai un volto della Premier: dalla Fiorentina al Brentford, fino alla candidatura a miglior giovane del campionato inglese, con in bacheca l’Europeo Under 19 del 2023 deciso da un suo gol.

Eddy Kouadio, difensore del 2006 di Prato cresciuto nella Fiorentina e ora al Monza, ha già assaggiato Serie A e Conference. Alessandro Romano, centrocampista mancino nato in Svizzera e oggi al Cagliari, è il caso “diplomatico”: ha potuto scegliere l’Italia solo dopo il via libera della Fifa al cambio di nazionalità, arrivato il 10 settembre, otto giorni prima della chiamata. Issa Doumbia, trevigliese di origini ivoriane, è esploso a Venezia (decisivo nella promozione) e in estate è volato allo Sporting con una clausola da 80 milioni. Chiude il più esperto, Sebastiano Esposito: cresciuto all’Inter, dopo una lunga gavetta è rinato prima al Cagliari e ora al Sassuolo, dove ha già segnato alla Juventus.
Nove storie, un solo punto d’arrivo: la Nazionale maggiore. Ed è un buon segnale che, in mezzo a tanti nomi da tutta Europa, ci sia anche il talento del vivaio del Napoli — la conferma che il futuro azzurro passa dai giovani.