Hojlund: “Con Allegri ho più libertà di attaccare lo spazio”. E sullo scudetto: “Non lo so, vediamo”

Alla Gazzetta: "Non mi concentro troppo sull'essere un crack: certo, voglio diventare un top player, ma cerco di migliorare ogni giorno"

Hojlund: “Con Allegri ho più libertà di attaccare lo spazio”. E sullo scudetto: “Non lo so, vediamo”

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: esultanza gol Rasmus Hojlund

Rasmus Hojlund ha le idee chiare su come è cambiato il suo Napoli. Nell’intervista di Vincenzo D’Angelo alla Gazzetta dello Sport, l’attaccante spiega di sentirsi diverso rispetto alla passata stagione: con la nuova guida tecnica ha guadagnato quello che chiedeva da tempo — spazio e profondità.

“Con Allegri ho più libertà di attaccare lo spazio”

Dopo il Como aveva detto di sentirsi “più libero”. Rispetto a cosa?

“Penso sia stato interpretato male e preso fuori contesto ciò che ho detto. L’anno scorso ha funzionato molto bene con me spalle alla porta, e la squadra ha avuto successo. Sono felice del lavoro fatto con Conte, ma per il mio stile di gioco penso di poter dare di più alla squadra. Sono un giocatore veloce, posso attaccare lo spazio, una cosa che penso di aver fatto un po’ la scorsa stagione ma di avere quest’anno più libertà di fare”.

La chiave è tutta qui: da centravanti di manovra, spalle alla porta come chiedeva Conte, a punta che parte e aggredisce la profondità. Un’interpretazione più adatta alle sue caratteristiche di velocità, che con Allegri trova più campo davanti.

Lo scudetto? “Non lo so, vediamo”

Questo Napoli è da scudetto?

“Non lo so, non lo so. Penso che quest’anno sia importante migliorare ogni giorno. Vediamo…”.

Alla domanda secca, Hojlund preferisce non sbilanciarsi. Nessun proclama: solo la volontà di crescere partita dopo partita. Un pragmatismo che ricalca la linea della società dopo il ko interno col Como.

I maestri: Gasperini e Conte

Gasperini è stato il suo primo maestro in Italia:

“È bravissimo, fa un calcio offensivo e veloce. È un allenatore che pretende tanto, dal pressing al movimento senza palla. Da lui ho imparato tanto, sono stato fortunato ad averlo all’inizio della mia carriera: grazie a lui sono il giocatore che sono oggi”.

E oggi il Gasp fa volare Malen: quanto c’è del tecnico in quella crescita?

“È un giocatore con tante qualità: veloce, cinico davanti alla porta, fa movimenti fantastici. Gasperini ha una storia positiva nel rendere gli attaccanti dei bomber: spero però che non segni troppo perché noi vogliamo competere per lo scudetto”.

Sul percorso avviato da Conte — che disse “Rasmus ha tutto per diventare un crack” — il danese resta coi piedi per terra:

“Con Conte ho passato un bel periodo, mi ha aiutato tanto nel mio gioco, nel migliorare spalle alla porta, nel crescere ulteriormente. Spero di poter continuare a crescere. Non mi concentro troppo sull’essere un crack: certo, voglio diventare un top player, ma cerco di migliorare ogni giorno. Poi a fine carriera vedremo dove sarò arrivato”.

L’idolo Ronaldo e il feeling con De Bruyne

Ronaldo è stato il suo idolo: cosa le piacerebbe avere di lui a fine carriera?

“I suoi addominali (ride, ndr). Cristiano per me è la mentalità. Ha avuto una carriera fantastica, ha tantissimo talento, altrimenti non avrebbe segnato tutti quei gol. Ma penso che ora, a 41 anni, continua a fare gol con la stessa facilità con cui si cambia la biancheria. Avrebbe potuto dire basta, ha vinto 5 Palloni d’oro, ma vuole continuare a migliorare ancora. Questa è la mentalità dei fuoriclasse”.

E quanto lo è De Bruyne?

“Kevin è il miglior playmaker nella storia della Premier. Col City ha vinto tutto, lo scorso anno avevamo un’ottima intesa. Ama fare questi passaggi killer nello spazio: ci capiamo bene, mi è mancato tanto”.