Hamilton verso Monza: “Ora questa Ferrari è mia. E sarà un mare di magliette rosse”

Alla vigilia del GP d'Italia, Lewis Hamilton si racconta alla Stampa: la sua seconda Monza in rosso, ma stavolta con una vittoria già in tasca. Il lungo lavoro per plasmare la macchina, Leclerc che lo ha seguito, l'ammirazione per Schumacher e per il giovane Antonelli.

Hamilton verso Monza: “Ora questa Ferrari è mia. E sarà un mare di magliette rosse”

Psz Suzuka 29/03/2026 - gara F1 / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Lewis Hamilton

È un Hamilton diverso quello che arriva a Monza. Alla Stampa, il pilota della Ferrari spiega di sentirsi “in una posizione migliore rispetto all’anno scorso”: stavolta al GP d’Italia ci arriva avendo già vinto in rosso, a Barcellona. E fa la differenza.

“Più connesso alla squadra”

“Molto, sono in una posizione migliore rispetto all’anno scorso. Mi sento più connesso alla squadra, i tifosi mi conoscono di più e mi capiscono, spero che possano apprezzare il lavoro che ho fatto in questo anno e mezzo”.

Un lavoro che il campione riassume con una metafora quasi ingegneristica:

“Noi esistiamo per vincere e il nostro scopo è spingere la macchina al limite, ma per riuscirci devi essere sicuro di non cadere oltre quel limite. Per raggiungere questo obiettivo ci vogliono molti pezzi del puzzle al posto giusto”.

Il cambiamento: “Ho fatto cambiare tutto”

L’anno scorso quei pezzi mancavano. E servivano tempo e mentalità:

“Ce ne vuole perché il team capisca cosa vuoi. Servono mesi e mesi e mesi per trasformare il flusso della macchina. C’è bisogno di tempo e anche della giusta mentalità”.

“Avevo chiesto dei cambiamenti nella passata stagione, ma la squadra non voleva farne troppi. L’idea li innervosiva. Non erano pronti alle novità, non le avevano mai introdotte prima. Intervenire su un solo elemento non basta, bisogna agire su tutte le parti insieme. Un po’ alla volta ho fatto cambiare tutto: freni, elementi dell’assetto, sospensione, posizione del sedile, configurazione dello sterzo. Usare tutte queste componenti, unite a una migliore ingegneria, dinamica e comunicazione, ha fatto la differenza”.

E il compagno di box lo ha seguito su quella strada:

“Sì, Leclerc è venuto dalla mia parte, cosa che ci permette di muovere la barca nella stessa direzione”.

Le nuove regole: “Lamentarsi non ha senso”

“Adattarsi è stata una sfida tecnica: simulatore, studio, approfondimento dell’ingegneria. Roba dura. Ma il nostro compito è fare il miglior lavoro possibile con quello che abbiamo. Lamentarsi non ha senso, non spreco le mie energie nel dire se mi piacciono o meno queste regole, mi applico e basta. Mi piace guidare questa macchina perché è un’auto che sento mia”.

L’età e il segreto per rigenerarsi

“Mi aiuta l’allenamento e stare con i miei. Io sono uno che di notte quando dorme fa molti sogni, la mia mente continua a vagare in cerca di idee per il giorno. Cerco di coltivare un atteggiamento positivo. Non sto sui social media né guardo i tg perché è estenuante e logorante vedere in che stato si trova il mondo”.

E sull’anagrafe non ha dubbi:

“L’altro giorno parlavamo dei tempi di reazione: il mio è ancora buono, anzi i miei ingegneri mi hanno detto che è più veloce della maggior parte di quello dei giovani. Dicono che a 40 anni si diventi più lenti, io ne ho 41. Certo, ci metto di più a recuperare ma ora ho molti più strumenti che mi aiutano”.

Antonelli, i giovani e “il me stesso del 2007”

Sull’italiano Kimi Antonelli, oggi alla Mercedes:

“Kimi sta facendo un lavoro fenomenale, spinge tutti a migliorare. Ha solo 20 anni, quindi immaginate cosa gli riserva il futuro. È un privilegio stare qui tra i giovani, mi ricordano molto il me stesso del 2007. Ma la Ferrari è Italia. Ogni volta che ho corso a Monza con Mercedes mi sono sempre scontrato e ho sempre sentito l’amore e la passione che ha l’Italia per il Cavallino. La Ferrari è più grande di tutto e di tutti, già vedo una Monza piena di magliette rosse”.