Gli Europei di volley a Napoli senza palazzetti e metro: il campo a Piazza del Plebiscito è maquillage istituzionale

La Capitale Europea dello Sport non ha una struttura regolamentare. Scongiurata la chiusura anticipata della metro, ma chi la usa per andare alla partita al ritorno se la farà a piedi

Gli Europei di volley a Napoli senza palazzetti e metro: il campo a Piazza del Plebiscito è maquillage istituzionale

Credit: Instagram Cev

Bellissimo. Che è l’aggettivo riparatore che salva sempre Napoli quando frigge il pesce con l’acqua impiattandolo – non si sa come – fragrante e scrocchiarello. Nella metafora il pesce è l’Europeo di pallavolo, cui la città si prepara nel modo in cui prepara quasi tutto: con un rattoppo vistoso, applicato all’ultimo, tante paillettes, una quinta da selfie, e la promessa di un piano ontologicamente emergenziale. La partita inaugurale del campionato continentale maschile, Italia-Svezia, si giocherà in un campo (bellissimo!) allestito a cielo aperto in Piazza del Plebiscito non per scelta scenografica, ma per assenza di alternative. E, vieppiù, ci si potrà arrivare in metro (ma solo per una miracolosa altra toppa last minute, di cui vi diciamo più giù) ma non tornare a casa. Una cartolina – questa sì – molto rappresentativa della (bellissima!) città che abitiamo.

La Capitale europea dello sport non ha un palazzetto per l’Europeo di volley

La premessa strutturale è che a Napoli non esiste un palazzetto che rispetti i 12,5 metri di altezza libera richiesti dalla CEV (Confédération Européenne de Volleyball) per le competizioni di vertice. Il PalaBarbuto e il PalaVesuvio si fermano a dieci: basterebbero per il campionato nazionale, al massimo. Non per l’Europa. E così, nella Capitale Europea dello Sport 2026, la grande pallavolo europea deve (non sceglie di) sistemarsi all’addiaccio. Quando nel novembre del 2022 Napoli fu ufficializzata come sede del sorteggio del torneo, il sindaco Manfredi ebbe a dire: “Noi abbiamo fortemente voluto questi sorteggi in città perché Napoli, purtroppo, non avendo ancora un palazzetto omologato per la pallavolo a livello internazionale, non ha potuto ospitare delle partite”. Il sorteggio, quello con le palline. “Fortemente voluto”.

atp napoli Il disastro del torneo Atp di tennis napoli musetti

All’epoca il Presidente della Federvolley, omonimo del sindaco, infierì: “Non è possibile che in una città come Napoli non ci sia un impianto in grado di poter ospitare un mondiale o un europeo, non è possibile”. Poche settimane prima – si era in ottobre con tutta la sua umidità –  Napoli finì su tutti i media sportivi internazionali con il disastro dell’Atp 250 sgarrupato: il torneo con i campi prima bucati e poi scivolosi, con le sessioni notturne annullate e i giocatori sfrattati dagli hotel mentre giocavano. Un torneo open in piena stagione da indoor perché – si sa – a Napoli c’è sempre il sole. Ora siamo a settembre, c’è un tasso d’umidità indonesiano e il mare è ad un passo dalla (bellissima!) Piazza del Plebiscito. E se il campo dovesse essere scivoloso? Ma poiché “potrebbe esser peggio, potrebbe piovere” almeno di questo si son preoccupati: il piano B in caso di maltempo porterebbe il pubblico fuori provincia, al PalaSele. La pallavolo, come Cristo, si fermerebbe a Eboli.

Il trucco senza inganno

Un’operazione di maquillage, questo è quanto. Si trucca l’assenza di strutture con la suggestione della piazza, il Vesuvio sullo sfondo, le luci sul Palazzo Reale. Funziona per fascino a induzione, un po’ come le (bellissime!) stazioni dell’arte della metro. Che è la seconda parte dello stesso dramedy. La Linea 1 resterà aperta fino alle 23, con orario ordinario. Che non basta, ma incredibilmente viene contrabbandato come un regalo. Perché per domani Anm aveva annunciato una chiusura anticipata di due ore per le verifiche di Ansfisa. È partita la grancassa della stampa e l’amministrazione è riuscita a correre ai ripari, più o meno. “La chiusura anticipata per domani della Linea 1 della metropolitana per le visite periodiche da parte dell’autorità di controllo – si è giustificato Manfredi – era stata programmata molti mesi fa, non era stata sincronizzata con la partita di domani. Questa visita si è spostata a tra qualche settimana“. Insomma, non hanno anticipato la chiusura (fiuuuu) ma nessuno ha pensato a posticiparla per l’evento. Italia-Svezia comincia alle 21:05. Per chi va alla partita in metro restano i taxi, l’autostop o una (bellissima!) passeggiata.  Anm informa – peraltro – che dopo le 21.30 le stazioni di Colli Aminei, Chiaiano e Piscinola restano comunque chiuse, per i lavori di sostituzione dei binari che si concluderanno solo sabato.
Non è incompetenza, ci mancherebbe. È coreografia dell’emergenza. Tutto, come sempre, bellissimo.