Douglas Costa: “Ma quale Maradona, Pelè ha vinto il Mondiale a 16 anni”
In una diretta social, pizzicato dai tifosi partenopei, Douglas Costa perde le staffe e chiude la questione a modo suo. Ma a Napoli, si sa, quel dibattito non è mai esistito.

1988 archivio Storico Image Sport / Napoli / Diego Armando Maradona / foto Aic/Image Sport
Le parole di Douglas Costa su Pelè e Maradona hanno riacceso, ancora una volta, il dibattito più eterno del calcio. Nel corso di una live su TikTok, l’ex esterno della Juventus è stato punzecchiato dal fronte napoletano sul confronto tra i due miti, e ha reagito senza troppi giri di parole, schierandosi apertamente dalla parte del connazionale Pelè.
Douglas Costa su Pelè e Maradona: lo sfogo in diretta
“Ma quale tre Mondiali, quale tre Mondiali! Non fatemi arrabbiare! Pelè ha vinto il Mondiale a 16 anni! Quale Diego Armando…”
Uno sfogo istintivo, con tanto di immagini che stanno facendo il giro del web. Piccola precisazione doverosa: O Rei fu convocato in nazionale giovanissimo e vinse il suo primo Mondiale nel 1958, quando di anni ne aveva 17 — non 16 — salvo poi trionfare anche nel 1962 e nel 1970. Il senso della provocazione, però, è chiaro: per Douglas Costa il palmarès di Pelè, con le sue tre Coppe del Mondo e gli oltre mille gol, non ammette repliche.
A Napoli il dibattito non esiste
Il punto è che, nella città del Vesuvio, la discussione non è mai nata: la risposta è scontata, assoluta, incontestabile. E le ragioni non sono soltanto sentimentali. Pelè, si argomenta, ha dominato la sua epoca alla guida di squadre leggendarie e piene di campioni, dal Santos alla Seleção del 1970. Maradona, al contrario, ha scelto la strada più impervia: ha portato Napoli e Argentina sul tetto d’Italia e del mondo caricandosi tutto sulle spalle, spesso in squadre senza fuoriclasse. È lo stesso spirito con cui, a Napoli si canta da sempre “Maradona è megli’ ‘e Pelè”.
Un confronto senza fine
Provocazioni social a parte, il duello tra i due resta il più affascinante e insolubile della storia del pallone. C’è chi, come France Football, ricalcolando con i criteri odierni assegna a Diego più Palloni d’Oro; chi, come Mario Sconcerti, definiva la scelta “come chiedersi se sia meglio il sesso o la Nutella”; e chi, all’opposto, si è schierato per O Rei, come fece perfino Papa Francesco. Douglas Costa, semplicemente, ha aggiunto la sua voce — e la sua stizza — a un coro che non smetterà mai di dividersi.