Chivu sfida il maestro Mourinho: “Non abbiamo niente da dimostrare, questa è la partita perfetta”
l tecnico nerazzurro nel prepartita del Bernabéu: coraggio e ritmo contro Vinicius e Mbappé, la scelta di Pavard e Bisseck e la fiducia nel centrocampo, "gente di valore".

Db Milano 04/01/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu
Chivu prima di Real-Inter ha presentato ai microfoni del prepartita la sua idea di serata: massimo rispetto per l’avversario, ma nessun timore reverenziale. A pochi minuti dal calcio d’inizio al Bernabéu, e alla vigilia del duello personale con il maestro José Mourinho, il tecnico rumeno ha spiegato l’atteggiamento che chiederà alla squadra al debutto in Champions League.
Chivu prima di Real-Inter: “La partita perfetta”
Che cosa può dire una partita con il Real all’inizio dell’avventura in Champions?
“Noi non abbiamo niente da dimostrare, dobbiamo mantenere quanto fatto di buono negli anni per intraprendenza e coraggio e alzare il livello. Questa è la partita perfetta, contro un’avversaria importante che ha grandi traguardi da raggiungere.”
Le scelte: Pavard e Bisseck per la velocità
Pavard e Bisseck in campo perché la velocità di attaccare la profondità del Real richiede gente veloce?
“Ci sono tanti fattori che incidono sulla scelta di formazione. La velocità è importante, oltre alla personalità e al coraggio di difendere lo spazio alle spalle contro due giocatori come Vinicius e Mbappé.”
La fiducia nel centrocampo e il caso Jones
Come è entrato Jones nei vostri meccanismi?
“Io ho un centrocampo di qualità, fatto di gente che vuole sempre mettersi a disposizione. Nominerei anche Sucic, Calhanoglu, Barella, Zielinski, Mkhitaryan… Io posso scegliere sereno perché ho gente di valore, il livello è alto e le partite durano 100 minuti, quindi chi subentra deve fare anche meglio di chi è partito dall’inizio.”
Parole che, oltre a blindare le gerarchie, raccontano la serenità con cui Chivu affronta la trasferta più difficile. Contro il Real e contro il suo passato — quel Mourinho che al Bernabéu, con l’Inter, ha scritto la pagina più bella della storia recente nerazzurra — il tecnico prova a vestire i panni dell’allievo che non ha più bisogno di dimostrare nulla.