Il brutto, sporco e cattivo Lotito ha preso 7 giocatori spendendo 11 milioni

Alla Lazio piccolo capolavoro di ingegneria contabile. Una strategia che Lotito applica da vent'anni: prestiti, diritti di riscatto, parametri zero e pagamenti rinviati. E il conto rischia di cambiare radicalmente nel 2027

Il brutto, sporco e cattivo Lotito ha preso 7 giocatori spendendo 11 milioni

Roma 10/01/2024 - Coppa Italia / Lazio-Roma / foto Image Sport nella foto: Claudio Lotito

Il calciomercato della Lazio è un piccolo capolavoro di ingegneria contabile. Sette giocatori aggiunti alla rosa con un esborso immediato di appena 11 milioni. Il trucco non è nei nomi, ma nelle formule: prestiti, diritti (non obblighi) di riscatto e parametri zero, tutto per restare dentro i vincoli della FIGC.

I 7 acquisti e gli 11 milioni

Nell’elenco compaiono Davide Frattesi, Andrea Pinamonti, Josip Sutalo, Albert Gudmundsson, oltre a Pedraza, Doekhi e Galassi. Ma la spesa reale del cartellino, oggi, è minima: Frattesi è arrivato per 5 milioni di prestito (con diritto a 10), Sutalo per 3 (diritto a 7,5), Pinamonti sui 3 milioni iniziali più bonus, Gudmundsson in prestito con diritto; Pedraza, Doekhi e Galassi a costo zero per il cartellino. Totale immediato: circa 11 milioni.

Perché la Lazio è stata costretta al saldo zero

Il motivo è un vincolo preciso: la Lazio ha sforato la soglia dell’indicatore del Costo del Lavoro Allargato, che nel Manuale delle Licenze Nazionali FIGC 2026/27 è scesa a 0,7. Il club era ampiamente oltre, e per liberarsene servivano nuove risorse. Lotito ha scelto di non immetterle direttamente, costruendo invece il mercato con cessioni e pagamenti rinviati. È lo stesso vincolo — la fragilità finanziaria che pesa su tutta la Serie A — che condiziona ormai ogni operazione.

Vendere prima di comprare: oltre 40 milioni in uscita

Per poter spendere, la Lazio ha dovuto prima incassare. Il valore delle operazioni in uscita supera i 40 milioni: la voce principale è Mario Gila al Milan (27 milioni più 3 di bonus). Ma qui c’è il colpo di scena contabile: sulla rivendita il Real Madrid trattiene il 50%, così alla Lazio restano circa 15 milioni. Poi Artistico, Provedel, Calvani e i prestiti onerosi di Dia e Ratkov. Il saldo, comunque, resta positivo: incassato più di quanto investito.

Il “metodo Lotito” e perché è tutto legale

Non è elusione: è l’uso spinto degli strumenti che le regole stesse prevedono. L’articolo 90 delle NOIF permette a un club sotto vincolo di tesserare nuovi giocatori se gli impegni sono coperti dalle uscite. E un diritto di riscatto non è un obbligo: il costo vero esiste solo se il club decide di esercitarlo. Il caso simbolo è proprio Frattesi: l’accordo iniziale con l’Inter (1 di prestito + 14 di obbligo) era stato bloccato dalla Lega perché la Lazio avrebbe dovuto coprire subito l’intera cifra. La formula è stata riscritta — 5 subito, diritto a 10, nessun obbligo, 50% sulla futura rivendita — e l’affare è passato.

Il conto vero è solo rinviato (e c’entra anche il Napoli)

Tra i riscatti di Frattesi, Sutalo e Gudmundsson ci sono altri 30 milioni potenziali, più i bonus (Pinamonti può arrivare a 15). Non sono debiti certi: la vera verifica sarà nell’estate 2027, quando la Lazio deciderà cosa riscattare. È un modello opposto a quello scelto da un altro club sotto pressione: il Napoli, che ha venduto e non ha comprato nessuno. Due strade diverse per lo stesso problema — i conti — con una filosofia agli antipodi: Lotito rimanda, De Laurentiis rinuncia.