Dopo 47 partite, finisce l’imbattibilità di Inzaghi, a tradirlo è un vecchio pallino del Napoli
L'Al-Hilal Inzaghi perde 0-2 col Neom di Galtier. Decisivo l'autogol dell'ex Napoli Koulibaly, poi il raddoppio di Kone. Cade l'imbattibilità di Simone d'Arabia.

Orlando 01/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Manchester City-Al Hilal / foto Imago/Image Sport nella foto: Simone Inzaghi ONLY ITALY
La favola dell’Al-Hilal Inzaghi si interrompe dopo 47 partite: la capolista della Saudi Pro League è caduta in casa per 0-2 contro il Neom di Christophe Galtier, incassando la prima sconfitta nei 90 minuti da quando l’ex tecnico dell’Inter siede sulla panchina saudita. Una serie impressionante — tra campionato, Champions asiatica e coppe nazionali — che sembrava non doversi fermare mai, e che invece si è spezzata nel modo più beffardo.
Al-Hilal Inzaghi, la prima sconfitta e l’autogol di Koulibaly
A far capitolare Simone d’Arabia è stato, ironia della sorte, un altro grande ex della Serie A: Kalidou Koulibaly. L’ex difensore del Napoli, dopo un quarto d’ora, ha deviato nella propria porta il pallone dello 0-1. Prima dell’intervallo Amadou Kone ha firmato il raddoppio che è valso il definitivo 0-2. Per la prima volta in stagione, l’Al-Hilal non è nemmeno riuscito a centrare lo specchio della porta avversaria: cinque vittorie in cinque giornate cancellate da una serata storta.
Sul fronte opposto, festa grande per Galtier, che ha parlato di impresa “storica” e si è lasciato andare a un’improvvisata danza di gioia: fermare la macchina quasi perfetta di Inzaghi vale, dalle parti di Neom, come un piccolo trofeo.
La striscia e le eccezioni: dove Inzaghi aveva già perso
La statistica dei 47 risultati utili riguarda soprattutto il campionato, ma non racconta un’imbattibilità assoluta. Inzaghi aveva infatti chiuso imbattuto la passata stagione in Saudi League, salvo poi essere beffato in campionato dall’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo e, soprattutto, eliminato ai rigori in Champions asiatica dall’Al-Sadd di Roberto Mancini. Segnali che perfino un dominio così netto convive con qualche crepa.
Vecchie conoscenze azzurre
Per chi segue il Napoli, la notizia ha un sapore particolare. Koulibaly resta un pezzo di storia recente del club, e la sua avventura araba si intreccia spesso con quella di Inzaghi: lo scorso anno era stato lui, tra gli altri, a segnare nell’impresa contro il City di Guardiola al Mondiale per club. E in un’intervista aveva ricordato di parlare italiano con l’allenatore nello spogliatoio, ammettendo di non averlo consolato per lo scudetto perso, “perché sa che tifo Napoli”. Stavolta, involontariamente, gli ha fatto lo scherzo più amaro.