Premier League, Manchester United ko al debutto contro l’Hull: solo panchina per Zirkzee
"Se questo doveva essere l’inizio di una nuova era per lo United, la realtà era invece un ritorno ai giorni passivi dell’era Ruben Amorim e della sua banda di uomini sconsolati" (Guardian)

Manchester United's Belgian goalkeeper #31 Senne Lammens looks on during the English Premier League football match between Manchester United and Sunderland at Old Trafford in Manchester, north west England, on October 4, 2025. (Photo by Paul ELLIS / AFP) / RESTRICTED TO EDITORIAL USE. No use with unauthorized audio, video, data, fixture lists, club/league logos or 'live' services. Online in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No video emulation. Social media in-match use limited to 120 images. An additional 40 images may be used in extra time. No use in betting publications, games or single club/league/player publications. /
Amaro l’esordio per il Manchester United in Premier League. Michael Carrick esce sconfitto nella gara inaugurale del campionato per i Red Devils contro l’Hull City, una squadra neopromossa. Il ko all’esordio, peraltro, non è certo una novità; è la quarta volta negli ultimi otto anni per il Manchester apparso lento e macchinoso dall’inizio alla fine, punito giustamente per la propria incapacità di difendere i calci piazzati con un minimo di efficacia.
I difensori centrali Semi Ajayi e Nobel Mendy hanno regalato ai Tigers una vittoria di prestigio al loro ritorno in Premier League dopo nove anni, un successo che mancava da ben 52 anni mentre lo United dovrà chiedersi se la rosa abbia bisogno di un intervento ancora più radicale prima della chiusura del mercato.
Ajayi e Mendy: uno-due dei Tigers
Nettamente differente l’approccio alla gara e l’intensità in campo delle due squadre; lo United sembrava una squadra impegnata nella prima partita della pre-stagione contro un avversario già a metà campionato. I primi segnali di un pomeriggio difficile per lo United sono arrivati già nel primo quarto d’ora di gara, con Lammens sollecitato prima da McBurnie e poi dal cross di Giles respinto fuori.
Sugli sviluppi del corner lo United non è riuscito a difendere adeguatamente né sul primo né sul secondo palo. Il pallone è stato calciato verso il primo palo e poi prolungato verso il secondo, dove McBurnie ha avuto spazio per tirare. Lammens ha salvato sulla linea ma sul pallone è però arrivato Ajayi, che ha scaraventato in rete il suo appena secondo gol in campionato con il club.
McBurnie devastante per la difesa dello United che in attacco sentiva la mancanza di un vero centravanti: Matheus Cunha era stato schierato nel ruolo di falso nove, cosa che gli permetteva di muoversi in lungo e in largo, trascorrendo più tempo possibile lontano dai tre difensori centrali dello Hull. Solo in panchina, invece, Benjamin Sesko.
Zirkzee in panchina

Il raddoppio al 38′ con il colpo di testa di Mendy sugli sviluppi di un altro piazzato. Al 45′ metà del settore ospiti era già vuoto mentre Carrick correva ai ripari inserendo Rashford. L’inglese ha portato un po’ di verve ma in misura limitata a quanto ci si aspettasse e nemmeno gli altri cambi hanno regalato la svolta, anzi. Minuti anche per Sesko, Mainoo, Dalot e Lacey mentre Zirkzee, al centro di rumors di mercato, accostato sia al Napoli che alla Juve, è rimasto a guardare malinconicamente in panchina i compagni di squadra.
Ed il Guardian, nel commentare la gara, ha tirato in ballo anche Amorim. “Se questo doveva essere l’inizio di una nuova era per lo United, la realtà era invece un ritorno ai giorni passivi dell’era Ruben Amorim e della sua banda di uomini sconsolati”.