Malagò annuncia Diana Bianchedi nuovo capodelegazione della Nazionale: “Il calcio non è una realtà a parte”

Alla Gazzetta: "Pirlo? Non ci ho dormito, ma ho preso la decisione più opportuna. Mancini ha firmato dopo due minuti, quasi senza leggere il contratto".

Malagò annuncia Diana Bianchedi nuovo capodelegazione della Nazionale: “Il calcio non è una realtà a parte”

As Roma 29/07/2026 - presentazione allenatore Italia / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’

Giovanni Malagò, presidente Figc, ha annunciato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport il nuovo capodelegazione della Nazionale italiana: Diana Bianchedi, ex fiorettista. Classe 1969, ha vinto due ori olimpici nel fioretto a squadre nel 1992 e 2000 e cinque ori mondiali.

Il nuovo capo delegazione della Nazionale sarà Bianchedi, l’annuncio di Malagò

Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni. Essere vicepresidente vicaria del Coni e, allo stesso tempo, il volto istituzionale dell’Italia del pallone che viaggia è come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi“.

Malagò ha parlato anche dell’arrivo sfumato di Andrea Pirlo come ct: “Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito, ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna“.

Il ritorno di Mancini in Nazionale

Mancini Juventus Nazionale spalletti

Si è arrivati poi a scegliere il ritorno di Roberto Mancini, colui che portò l’Italia a vincere l’Europeo nel 2021: “Il ct giusto e condiviso con Claudio Ranieri. Giusto perché Mancini conosce l’ambiente, conosce gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. Ci conosciamo, da tempo. Abbiamo giocato un paio di partite al circolo, ma non ci siamo mai frequentati. L’ho chiamato solo dopo che era finita la partita con Pirlo. “Sì, me la sento di tornare”, la sua risposta, e se la sentiva anche di rispondere alle domande sulla rottura del rapporto con la federazione per andare in Arabia. Una cosa fatemela dire: ha firmato il contratto in meno di due minuti, quasi senza leggerlo“.