L’allenatore aziendalista c’è. E l’azienda Napoli? Corbo scrive che al club manca il mercato intelligente
Su Repubblica. Non ci sono più le plusvalenze, i colpi alla Osimhen e Kvara. Manna è impegnato a piazzare e svendere gli assurdi acquisti post terzo scudetto

Massimiliano Allegri, coach of Napoli, and Aurelio De Laurentiis, owner of Napoli, attend a press conference for the new SSC Napoli head coach at Teatro di San Carlo on July 14, 2026 in Naples, Italy. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)
Il Napoli deve trovare risorse per non essere impiccato alla Champions
L’aziendalista Allegri incassa i primi complimenti. Come direbbe lui, il calcio è semplice: se vinci, vai in copertina; altrimenti finisci in panchina. Antonio Corbo su Repubblica Napoli scrive che Allegri sta restituendo al Napoli la normalità ma anche che al club mancano le plusvalenze. Gli affari veri. Gli ultimi furono Osimhen e Kvarastkhelia che – aggiungiamo noi – sono stati venduti male da De Laurentiis (ma lo sappiamo vendere non è la specialità del presidente, checché se ne dica).
Corbo ricorda che Manna è impegnato a piazzare esuberi che risalgono al disastro post terzo scudetto.

“Manna è purtroppo impegnato nella svendita di tanti giocatori acquistati con estrema leggerezza. Accade quando un’azienda dimostra di non esserlo. Immaginate una esposizione in vetrina con Cajuste, Lindstrom, Cheddira, Mazzocchi. Una filiale di discount. Tutto riconducibile ai disastri del dopo scudetto 2023″.
Corbo scrive che mancando le plusvalenze (21 per cento dei bilanci fino a due anni fa) occorre una nuova fonte da circa 100 milioni per evitare che il Napoli sia inchiodato alla qualificazione Champions. Non è favorevole al quasi trentenne Gabriel Jesus.
E conclude:
“Se recupera le capacità di scouting può tentare un grande colpo di mercato. (…) L’allenatore aziendalista c’è. A che punto è l’azienda Napoli?”