Il Napoli non vuole abolire gli striscioni al Maradona per far posto agli sponsor
In Prefettura si vedranno per un confronto su come riorganizzare gli striscioni. Tema molto caro agli sfollati di Pozzuoli

Tifosi in piazza per il centenario del Napoli (foto Giuseppe Manzo)
La Prefettura si occuperà degli striscioni (molto pittoresco)
La questione striscioni tiene banco a Napoli. È il secondo tema all’ordine del giorno dopo il calciomercato fantasma e l’attaccante che non arriverà mai. Per alcuni è addirittura al primo punto. Si torna alla frattura tra tifo organizzato e Aurelio De Laurentiis. Un rapporto quasi sempre inesistente. basti ricordare che le proteste feroci nell’anno del terzo scudetto. Poi sedate dalla tregua con tanto di fotografia in modo da far stare tranquilli il ministero dell’Interno e il sindaco Gaetano Manfredi che già allora pensava alla propria immagine e alle chance di poter essere un giorno il candidato del centrosinistra a Palazzo Chigi.
Ma torniamo a noi. Il Napoli ieri in prefettura ha chiesto e ottenuto l’apertura di un tavolo (in Italia un tavolo non si nega a nessuno) di confronto per gli striscioni al Maradona. Sì, nella città confinante col bradisismo, dove gli sfollati di Pozzuoli (comune a uno sputo da Napoli) non sanno dove andare a sbattere, in Prefettura si discute degli striscioni. L’umanità va incontro ad ampie falcate al proprio disfacimento.

La posizione del club e quella dei tifosi
Fatto sta che – come riporta Repubblica – il Napoli vorrebbe un look in stile Champions.
Scrive Repubblica:
“E gli striscioni? Nella proposta del club è regolamentata pure la presenza dei simboli della passione che si trovano soprattutto in curva. (…) Il club ieri ha precisato di non volerli “abolire” per destinare gli spazi agli sponsor, ma soltanto di trovare una soluzione più ordinata all’esposizione . L’altro obiettivo è garantire la massima visibilità agli spettatori presenti sugli spalti”.
Intanto i rapporti tra le parti sono ai minimi termini come testimoniato dai volantini degli ultras nei confronti della società. Scrive Repubblica che il presidente non ha digerito la celebrazione parallela del centenario, staccata da quella del club. E il tifo organizzato avrebbe voluto incontrare Allegri a Castel di Sangro per il tradizionale saluto di inizio anno.
Dubitiamo che tutto questo finirà sui libri del Villari del futuro sulla storia degli anni Duemila.